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Politica | 19 gennaio 2019, 09:24

Paoletti, sindaco uscente di Boves: "Sono stati 5 anni impegnativi ed esaltanti. Sono pronto a rimettermi in gioco"

L'attuale primo cittadino, l'avvocato cuneese Maurizio Paoletti, si ripresenterà alle elezioni per il secondo mandato. Già praticamente pronta la squadra. A sfidarlo Gianni Martini, responsabile delle pagine cuneesi de La Stampa

Paoletti, sindaco uscente di Boves: "Sono stati 5 anni impegnativi ed esaltanti. Sono pronto a rimettermi in gioco"

Maurizio Paoletti, sindaco uscente di Boves, come ampiamente annunciato si ripresenterà alle prossime elezioni, a fine maggio 2019. Punta alla riconferma ma, ci dice, "non ho alcuna paura di non essere rieletto, ho perso e vinto altre volte, non vivo di politica, se c’è qualcuno più bravo di me è giusto che vinca”.

47 anni, avvocato civilista, da gennaio 2018 commissario provinciale di Forza Italia, Paoletti, che si definisce un liberale, è in consiglio comunale dal 2004. Dopo 6 anni all'opposizione e 4 da vicesindaco, nel 2014 è diventato primo cittadino. Segno zodiacale Bilancia, è sposato senza figli. Due passioni: la moto e il Milan.

A sfidarlo ci sarà Gianni Martini, responsabile delle pagine provinciali cuneesi de La Stampa, prossimo alla pensione. Per ora non ci sono altri candidati. 

"La lista è in fase di ultimazione - spiega Paoletti. Resterà una lista civica, dove ognuno porta se stesso, le sue esperienze di vita e la sua voglia di fare, a prescindere dalle tessere di partito. La squadra, comunque, è sostanzialmente la stessa del 2014, con cinque nuove figure".

La campagna elettorale sarà "tranquilla. Cosa siamo, non abbiamo bisogno di dirlo. I bovesani lo sanno e decideranno se riconfermarci la fiducia".

"Di tutte le esperienze politiche e amministrative, quella di sindaco per me è stata la più impegnativa ma anche la più esaltante. In questi cinque anni ho constatato, non senza amarezza, quanto sia faticoso il cambiamento della macchina amministrativa, cosa in cui mi sono impegnato molto. Ho dovuto prendere una serie di decisioni: sono cambiate le figure apicali, ma adesso la struttura è nettamente migliorata. Inevitabilmente ci sono stati dei costi umani e di rapporti personali che si sono deteriorati. Ma era un impegno inderogabile, per me".

E ancora: “So che può sembrare assurdo, ma ho scoperto il volto umano del fare amministrazione”. Tra i ricordi più forti, "quando abbiamo portato i giocattoli ad Arquata del Tronto, o quando abbiamo accompagnato Natalino Macario, ultimo partigiano, a Roma, dove è stato ricevuto nella sala dei Presidente del Senato per il premio Giustolisi. Ancora, la stipula del patto di amicizia con la comunità di Schondorf, nell'ottica della riconciliazione".

Senza contare la soddisfazione per aver vinto la causa contro Legambiente sulla questione dell'invaso irriguo di Tetto Molettino, il taglio alle spese e il risanamento del bilancio comunale.

"Nei prossimi 5 anni abbiamo tante cose da portare a termine. Il polo sulla bioedilizia che abbiamo progettato nella caserma Cerutti insieme a Scuola Edile di Cuneo, Scuole San Carlo e Politecnico. Il restyling delle piazze nelle frazioni Fontanelle e Rivoira. Il parcheggio sotterraneo in piazza Caduti, o l'acquisizione della Polveriera, dove mi piacerebbe creare un parco avventura con campeggio da dare in affidamento a qualche cooperativa. Poi vorrei revisionare completamente l'impianto di illuminazione, con tecnologie all'avanguardia già in uso in Nord Europa, con le luci che si accendono al passaggio delle auto. E' un progetto che mi interesserebbe molto, sogno una Boves sempre più verde. In questi cinque anni abbiamo piantato centinaia di alberi", spiega ancora Paoletti.

Tanti progetti e tante cose da concludere a Boves. Ma senza ansie da prestazione. "Sulla mia scrivania, in Comune, ho due foto - conclude. Una è di don Aldo Benevelli, un uomo coraggioso; l'altra è quella di una giovane ragazza di Boves deceduta poco dopo la mia elezione, nel 2014. I suoi genitori vennero da me e mi diedero la sua foto. Dietro c'è una frase che leggo tutte le mattine e che ha cambiato il mio modo di rapportarmi con la vita e con i problemi. Bisogna sorridere e io cerco di farlo sempre".

Barbara Simonelli

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