Non sono mancate le reazioni dopo il nostro articolo sulla “fumata nera” dopo l’incontro - in Regione – circa l’investimento da 1milione di euro sugli impianti di risalita di Crissolo.
Nella serata di ieri (martedì), a distanza di qualche ora dall’uscita del “pezzo” ci ha raggiunti telefonicamente Paolo Allemano, consigliere regionale della maggioranza del governatore Sergio Chiamparino.
Con la schiettezza che lo contraddistingue, la nostra conversazione si apre sul termine “defezione”, da noi utilizzato nell’articolo per definire la sua assenza all’incontro a Palazzo Lascaris di lunedì.
“Ero bloccato in treno, per via di un guasto alla stazione di Torino Lingotto. – spiega Allemano - Ci tengo a precisarlo perché non sfuggo alle mie responsabilità: un intero treno è rimasto oltre un’ora ostaggio di un guasto, noi eravamo fermi a Carmagnola”.
Insieme al consigliere regionale, poi, abbiamo approfondito la situazione di Crissolo.
La prima domanda, inevitabilmente, è quasi scontata, e mira a capire le intenzioni della Regione in questo bailamme, dove le posizioni di pubblico e privato siano inconciliabili.
“Sono aggiornato sugli esiti dell’incontro. – aggiunge Allemano - C’è la volontà della Regione, nella persona del presidente Chiamparino, di assecondare il progetto del Comune, che la cifra stanziata riesce a coprire”.
Per la Regione, dunque, nulla è cambiato rispetto a quanto avevamo riportato in un articolo di febbraio 2019, in seguito ad un incontro tra il sindaco del paese e la Giunta regionale.
Perché, dunque, la decisione è slittata al mese di aprile?
“Perché – aggiunge Allemano - si chiede alle parti che ci siano le condizioni minime affinché il finanziamento produca effetti sull’economia locale”.
In altri termini, “La Regione ritiene che il progetto del Comune (posizionamento di una seconda seggiovia: ndr) sia il più percorribile, anche perché la firma dell’accordo di programma spetta al sindaco e al governatore.
Una scelta fatta e accettata dalle parti – sottolinea il consigliere regionale – che non va a urtare con l’impianto che aveva dato la ‘Cuneo neve’. Di certo, a valle della politica c’è la responsabilità dei funzionari, che devono garantire che finanziamento produca frutti.
Se non c’è un minimo accordo, anche solo una pausa del conflitto tra le parti, che possa far maturare l’investimento, la politica non può che prender atto che il trasferimento di denaro non sarebbe fruttuoso, e quindi non s’ha da fare.
L’appello è volto a rendere percorribile la strada della seconda seggiovia, con un impianto che diventi operativo e gestito”.
Allemano conferma che per la Regione l’interlocutore è da ravvisarsi nella parte pubblica.
“Il problema – aggiunge – non è di volontà ma di percorribilità: 880mila euro vanno trasferiti dove portano frutti, altrimenti la Corte dei Conti ci chiede come mai il denaro pubblico viene dato a un territorio che non è in grado di investirlo.
La speranza è che si trovi un ‘modus convivendi’, un punto di equilibrio che consenta di mettere a frutto il finanziamento”.
Aprile sarà l’ultimo termine utile per la stesura dell’accordo di programma: “Il documento richiede tempo – spiega ancora Allemano – e se non partiamo ad aprile corriamo il rischio che la stipula dell’accordo cada poi sulla prossima consiliatura regionale”.