Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro nei palazzi della Regione Piemonte in merito all’investimento da 1milione di euro destinato agli impianti di risalita di Crissolo.
Intorno al tavolo i rappresentanti regionali, tra cui il governatore Sergio Chiamparino e l’assessore Antonella Parigi (si registra la defezione del consigliere Paolo Allemano), il Comune di Crissolo, la famiglia Genre e Roberto Dadone, in rappresentanza di Cuneo Neve, ramo di Confindustria Cuneo, sottosezione “Trasporti a fune”.
Chi sperava in un incontro volto a trovare una soluzione sul futuro del paese e – di riflesso – dell’intera vallata è rimasto a bocca asciutta.
L’impressione è quella che la Regione, dopo aver fornito rassicurazioni un po’ a tutti gli attori coinvolti nella vicenda (in particolare Amministrazione comunale e famiglia Genre) ora si trovi in difficoltà, dal momento che sulla questione non c’è un’unanimità di vedute.
Una soluzione, però, va trovata, e quest’ultima – giova ricordare – è in capo proprio anche alla Regione, che deve sottoscrivere l’accordo di programma con il Comune (su 1milione di investimento 880mila sono fondi regionali, 220mila derivano dal bilancio comunale).
In passato la stessa Regione, proprio per bocca del consigliere Paolo Allemano, si era espressa in favore della seconda seggiovia. Era il 23 ottobre del 2017: “Bisogna avere una visione del turismo multistagionale – aveva detto rivolgendo un plauso per un secondo impianto, importante anche durante la stagione estiva - e non investire pensando solo ai tre mesi della stagione invernale: non sarebbe buon investimento”.
Ora, invece, l’Amministrazione regionale continua a temporeggiare, forse ben consapevole che i progetti di pubblico e privato non collimano, e rinvia la decisione ad una nuova riunione, a metà aprile.
Cosa cambierà in una ventina di giorni? Difficile a dirsi. Al tempo stesso è ipotizzabile che l’imminente scadenza elettorale non stia facilitando la delicata operazione di “sbrogliamento” della matassa.
L’unico commento (peraltro lapidario) che giunge dall’alta Valle è quello del primo cittadino, Fabrizio Re: “Il Comune di Crissolo non intende in alcun modo rinunciare al contributo regionale”.
Un quadro che continua a rimanere complicato.
La decisione del Comune, vale a dire il posizionamento di un secondo impianto, è stata avallata all’unanimità dal Consiglio comunale e – di fatto – da tutto il paese, proprio durante l’incontro del 23 ottobre 2017.
Quella sera, in favore della soluzione adottata poi in seguito dal Comune, si erano espressi, oltre alla Regione, il Parco del Monviso e gli stessi crissolesi: esercenti commerciali, cittadini e persino i maestri di sci.
L’unico contrario alla seconda seggiovia è stato, negli anni, il gestore, vale a dire dunque la Sipre, propensa invece ad un allungamento dell’attuale seggiovia biposto “Monviso”. Insieme ai Genre v’è anche la “Cuneo Neve”.
L’accordo – però – lo ribadiamo, va sottoscritto tra Comune e Regione. Da Palazzo Lascaris continuano ad alzarsi richieste di condivisione e collaborazione tra Comune e gestore.
Anche se, al netto degli eventi, nel Consiglio comunale del 14 marzo scorso, è stata approvata all’unanimità la decadenza della convenzione con la Sipre per la gestione della seggiovia, in seguito alla mancata conciliazione degli “usi civici” sui terreni dove sorgono sciovie, locali ricettivi, parte dell’impianto di innevamento artificiale e la centralina idroelettrica di proprietà dei Genre.
La querelle sugli usi civici, stando a quanto riferito in Consiglio dal primo cittadino, non ha raggiunto un epilogo positivo (alias la conciliazione) dal momento che “La ‘Sipre sas’ non ha mai inviato i bilanci d’esercizio, presupposto necessario per l’attivazione della procedura conciliativa”.
Gli ultimi elementi certi rimangono dunque (nell’ordine): mancata conciliazione, avvio della procedura di reintegro dei terreni e decadenza della convenzione (che era strettamente collegata alla risoluzione degli usi civici).
Il Consiglio ha quindi approvato la decadenza dell’accordo con la Sipre, senza ratificare, però, una proroga per la gestione dell’impianto pubblico.
Ciò potrebbe voler significare, basandosi su un’interpretazione letterale, che la seggiovia, ad oggi, non ha un gestore.
E se così fosse, viene spontaneo chiedersi a che titolo la Sipre continui a partecipare, insieme a “Cuneo Neve” agli incontri in Regione. Così come ci si potrebbe domandare perché, alla luce di tutto, la Regione non prosegua il suo iter con il Comune, in una sorta di partenariato pubblico.
Non tocca a noi entrare nel merito della vicenda, che si sta spostando sul piano politico, e che – molto probabilmente – potrebbe ancora avere in serbo ulteriori colpi di scena.
La filosofia adottata finora, della serie “Una quadra in qualche modo la troviamo”, altro potrebbe non aver fatto se non posticipare un problema che sin dall’inizio si è rivelato spinoso.
E alle elezioni regionali, intanto, mancano due mesi esatti.







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