Ancora al centro del dibattito la questione SS 21 del Colle della Maddalena dopo il servizio che Report ha dedicato alla viabilità della Valle Stura e in particolare a Demonte, soffocata dal passaggio di centinaia e centinaia di tir al giorno.
Un problema annoso, mai risolto, per il quale sono stati presentati diversi progetti - la famigerata variante di Demonte - mai realizzati.
Dito puntato contro lo stabilimento Fonti di Vinadio spa, responsabile di almeno la metà dei passaggi dei mezzi pesanti, che vanno a caricare in quello che è uno dei più grandi stabilimenti di imbottigliamento al mondo.
A scrivere e commentare due amministratori di valle, che si sono sentiti chiamati in causa dalle parole dell'amministratore della Fonti di Vinadio spa, Alberto Bertone. Ci hanno scritto il presidente dell’Unione dei Comuni della Valle Stura Loris Emanuel e Paolo Bottero, sindaco di Gaiola, comune in cui si trova uno dei punti nodali della viabilità di valle, il ponte dell'Olla.
Pertanto mi sento in dovere, per il ruolo che mi è dato ricoprire e per le molte richieste ricevute, di farmi portavoce nel manifestare il nostro totale disappunto.
Parole ritenute offensive nei confronti di una Valle che ha accolto favorevolmente l’arrivo dello Stabilimento negli anni 90 ed ha sopportato in silenzio i disagi causati dal relativo crescente aumento del traffico pesante.
La Valle Stura ha sempre rispettato l’Azienda che ha portato lavoro ed ha consentito a molte persone di rimanerci a vivere, favorendo un rallentamento dello spopolamento del territorio, ma al tempo stesso dalle parole usate traspare un inspiegabile atteggiamento “coloniale” nei confronti del territorio e delle persone che vi abitano.
Affermiamo con orgoglio che la Valle Stura esisteva, bella e viva, prima dell’arrivo dell’acqua Sant’Anna e continuerà ad esistere, bella e viva, anche qualora l’acqua Sant’Anna non ci fosse più.
Lo affermiamo con orgoglio perché viviamo la Valle e siamo pienamente consapevoli della presenza di un forte dinamismo imprenditoriale, che si manifesta in più di 600 partite iva non agricole e di un altro pari numero di quelle agricole. Questi imprenditori con la “I” maiuscola e le loro Famiglie, pur non avendo a disposizione il fatturato delle Fonti, reinvestono quotidianamente i loro utili in Valle, contribuendo alla crescita e allo sviluppo del suo tessuto sociale ed economico.
È triste registrare che questo tessuto imprenditoriale, diffuso e dinamico, subisca quotidianamente un danno di immagine (le imprese turistiche) e un danno logistico (le imprese di produzione e di servizi) dai volumi di traffico pesante prodotti dalle Fonti e dal valico internazionale, rendendo più difficile e oneroso il loro lavoro e più difficoltoso un loro sviluppo compiuto.
Il disappunto cresce ulteriormente se pensiamo che “le parole sprezzanti” vengono da chi ha creato la sua fortuna grazie ad una materia prima, l’Acqua, che viene generata e prelevata in Valle Stura, pagando per altro un canone che non valorizza la risorsa pubblica, al punto che si può affermare, senza timore di smentita, che sono le Fonti Sant’Anna ad esistere grazie alla Valle Stura e non viceversa.
Il dott. Bertone invece di usare la sua posizione per favorire una unità di intenti con il territorio per affrontare insieme il vero problema, che è la realizzazione di una infrastruttura all’altezza delle necessità della Valle Stura, preferisce farsi scudo di una litigiosità che, con altrettanto spregio, ha denunciato esserci tra gli Amministratori.
Amministratori, accusati di avere sensibilità e soluzioni differenti sul problema della viabilità, forse solo perché vivendo in Valle e vivendo la Valle si rendono conto che ci sono tanti legittimi interessi da tutelare e non unicamente quelli delle Fonti Sant’Anna.
È giunta l’ora di smetterla di accusare solo e sempre gli altri per ciò che non funziona, ognuno deve fare la sua parte, La Valle ha bisogno di una infrastruttura risolutiva all’altezza delle sue necessità.
Oggi la Statale 21 a seguito dell’aumento indiscriminato del traffico pesante da e per le Fonti e per il Valico internazionale, presenta ben 7 punti ad alta criticità.
Partendo dal fondoValle:
1°) l’abitato di Beguda,
2°) il ponte dell’Olla,
3°) l’abitato di Gaiola,
4°)l’abitato di Moiola,
5°)l’abitato di Demonte,
6°) l’abitato di Aisone
7°)il superamento dell’abitato di Vinadio.
Questa complessa situazione non è risolvibile con la sola Circonvallazione di Demonte, opera giudicata per altro IRRINUNCIABILE, dopo più di 20 anni di attesa, che, nell’auspicio di un esito favorevole dell’iter autorizzativo, risolverà solo una delle 7 criticità.
La Valle Stura ha bisogno di aprire un tavolo di confronto con il con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, unico soggetto in grado di poter disporre della capacità decisionale e delle risorse necessarie ad una infrastruttura risolutiva.
Infrastruttura risolutiva che potrà essere stradale come anche ferroviaria, non ci sono preclusioni, si dovranno verificare i tracciati possibili, alla luce anche dei tanti vincoli ambientali, paesaggistici e culturali presenti, si dovranno valutare i costi ed i benefici (non solo per la valle) e poi allocare le risorse per la progettazione e per la successiva realizzazione.
Tutto questo richiede una forte unità di intenti tra Amministratori, Imprenditori e abitanti della Valle con l’accordo trasversale, imprescindibile, dei Partiti Politici, che devono guardare a fare tutto il necessario per realizzare l’opera, avendo molto chiaro che a complicare il tutto vi è l’elevata instabilità dei Governi.
Solo dal 2000 al 2021 in Italia se ne sono susseguiti ben 15, con cambi continui ai vertici dei Ministeri e conseguente instabilità nella tenuta dei processi decisionali.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di trovare una unità di intenti tale da spingere un progetto infrastrutturale definitivo per la Valle Stura e, francamente, delle considerazioni che alimentano solo divisioni e rabbia si farebbe volentieri a meno, mentre sarebbe molto gradito un impegno reale nella direzione auspicata.
Parole sottoscritte anche da Paolo Bottero, sindaco di Gaiola, che su Facebook, a commento proprio del pezzo di Targatocn, ha scritto di non essere assolutamente d'accordo con il Sig. Bertone su quanto dichiarato.
Riprende i punti evidenziati da Emanuel e come lui invita Bertone a sedersi "con i sindaci della valle ad un tavolo di lavoro, a cui è già stato invitato dagli stessi in occasione della visita del Presidente della Regione lo scorso anno allo stabilimento, per fare proposte agli organi competenti.
"Da sindaco non accetto questo scaricabarile sugli amministratori locali. Ciò premesso, sono d'accordo che non sia compito delle aziende costruire le infrastrutture pubbliche. Viene da chiedersi se certi tipi di aziende siano compatibili dal punto di vista della sostenibilità con il territorio e se non fosse meglio fare delle valutazioni prima e non dopo 20 anni quando ci si trova ormai al collasso. Ultimo e non per ultimo.
C'è una bella differenza tra un imprenditore e un colonialista. L'imprenditore è colui che si preoccupa del benessere e della crescita dei suoi dipendenti e del territorio che lo ospita, oltre che a quello della propria attività. Il colonialista oggi sfrutta qua, domani là, a seconda del puro profitto. Io sto dalla parte degli imprenditori".