Attualità - 02 novembre 2021, 08:47

Un ricordo per Alessandra Witzel, viva nel ricordo di tanti

Riceviamo e pubblichiamo

Il giorno dell'intitolazione del parco della gioventù in sua memoria

In Italia molto resta declinato assolutamente al maschile. In primis, ovviamente, lo sport, a partire da quello che resta principe nazionale, il calcio. 

Dura è stata la vita delle "pioniere" delle prime squadre, sin dai tempi del fascismo, ma migliorando poco nel Dopoguerra. Solo recentemente, grazie ai risultati della nazionale, e ad un interessarsi al settore delle maggiori società nazionali (Juventus in testa), il calcio femminile è stato rivalutato.

In questo autunno un episodio molto significativo, che poca eco ha avuto in rapporto alla sua importanza (eccettuando le perplessità, che un po’ "maschiliste" son parse), è avvenuto a Cuneo: l'intitolazione del parco della gioventù del capoluogo (uno degli spazi sportivi cittadini più storici, ndr), domenica 19 settembre, ad Alessandra Witzel, sportiva, dirigente e giornalista, improvvisamente mancata, neppur cinquantenne, nel marzo scorso.

Durante il pomeriggio, dopo l’inaugurazione ed un «riangolare di calcio, la famiglia Witzel (era presenti il padre, la madre e la sorella Raffaella), ha  consegnato un Memorial, una targa, alla migliore sportiva, riconoscimento che verrà assegnato ogni anno.

Il padre Gustavo, ex magistrato, il suo ritratto, ne ha ricordato l’impegno, l’entusiasmo, la modestia, la passione sportiva (è stata anche una delle migliori tenniste della storia cuneese).

Ricordi e plauso sono arrivati dal Sindaco Borgna, dagli assessori Cristina Clerico e Franca Giordano, dalla consigliera regionale alle pari opportunità, la fossanese Anna Mantini.

Vera artefice dell’iniziativa è stata Eva Callipo (un cognome che dice tanto nella storia del giornalismo locale), più una sorella che un’amica per Ale, con cui hanno vissuto l’inebriante, e pesante, difficile, esperienza di un Cuneo Femminile nella massima serie calcistica nazionale, capace di arrivarvi (cosa capitata, nella «Granda», a livello maschile, in pochi sport, come la pallavolo o le, radicatissime, «bocce»), mancare di poco la salvezza, risalirvi, salvarsi, prima di cedere i «diritti», visto l’eccessivo impegno economico, proprio alla «Juventus» (destinata a dominare lo scenario nazionale negli anni successivi, con la Gama e la Bonansea).

Rappresentante del Comune di Ventimiglia ha ricordato la frequentazione con Alessandra Witzel nel suo ultimo anno di vita, quando lei aveva cominciato a seguire un, letto, blog nel Comune della Riviera. Ne ha ricordato il grande garbo, la capacità di mediazione, si smussare ogni contrasto con un sorriso.

Non si deve trascurare una sua battaglia vinta negli ultimi mesi di vita, legata anche a questo suo costante spostarsi, settimanale, verso la Liguria di Ponente e l’estrema Francia sud orientale (Mentone, dove l’ha colta il fatale malore): quella per far della ferrovia Cuneo-Nizza il Luogo del cuore, in competizione lanciata dal FAI, Fondo Ambiente Italiana. Aveva passato mesi a raccogliere, da tutti quanti conosceva, voti on line.

Eva Callipo (che nella avventura calcistica la ha coinvolta) ha spiegato che quel campo, ora dedicatole, era, un po’, il loro luogo del cuore, con tante ore trascorse lì, la sera, a seguire gli allenamenti delle "loro ragazze" del Cuneo Calcio femminile, anche nel freddo invernale (che Alessandra odiava).

Quella domenica le "sue ragazze", quelle che ancora seguiva, con la inseparabile Eva, del settore giovanile, prima della fotografie e delle partite, anche in suo ricordo, appena scoperta la targa, hanno lanciato in cielo palloncini, ovviamente biancorossi, i colori di Cuneo.

Un momento di ripartenza, di speranza, del guardare ad un futuro sempre migliore, superando il dolore della sua perdita, che tanti ha attanagliato in questi mesi.

Riposa serena, nella tua tomba piena di tanta luce, nel cimitero di Spinetta, in questi «giorni dei morti», viva nel ricordo di tanti, ed in quella targhetta sul pilastro del cancello del «campo».

ATos

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