Neppure il caldo ha frenato la grande partecipazione di fede nella serata di giovedì 16 giugno per la solennità del Corpus Domini, che è stata celebrata a Bra. Un appuntamento a cui i fedeli hanno dovuto rinunciare forzatamente per due anni di fila, a causa della pandemia da Covid-19.
La Santa Messa delle ore 20.30 presso il Santuario della Madonna dei Fiori è stata presieduta da don Gilberto Garrone e hanno concelebrato i presbiteri ed i diaconi della comunità cittadina. “Frequentare l’Eucaristia e lasciarsi nutrire dal Pane del Cielo significa scoprire che le nostre radici sono altrove, non sono qui. Nello stesso tempo, l’Eucaristia non è una droga per fuggire da questa realtà e da questo mondo, dalla violenza, dalla malattia, dal dolore; non serve adorare l’Eucaristia per fuggire da ciò che siamo, piuttosto serve a fecondare la vita che già si sta vivendo. Non c’è niente che faccia esplodere in noi il desiderio di una fraternità, di un servizio disinteressato per la vita, per l’altro e per se stessi, come l’Eucaristia”.
Così il parroco di San Giovanni di fronte alla platea di autorità municipali, fedeli, Alpini e Confraternite dei Battuti Bianchi e Battuti Neri, presenti con gli storici stendardi. Tutti raccolti in orazioni di lode e preghiere.
Al termine della liturgia, il Santissimo Sacramento, passando lungo il viale, è stato condotto fino alla chiesa del monastero delle Sorelle Clarisse. Preceduta dai canti, è stata, quindi, impartita la solenne benedizione eucaristica a cui ha fatto seguito l’adorazione.
Un momento importante a fine anno pastorale, in cui al centro della celebrazione è stata l’Eucaristia, fonte e culmine della vita ecclesiale, attraverso la quale si sperimenta la comunione tra le varie realtà cittadine per essere davvero attorno al Pane di Vita, un cuor solo e un’anima sola.
La festa del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore), più propriamente chiamata solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è una delle principali ricorrenze della Chiesa cattolica.
In Italia si chiama Corpus Domini, nei Paesi di lingua spagnola o inglese Corpus Christi. Denominazione a parte, è la festa che chiude il tempo pasquale, rievoca l’Ultima cena (Messa in Cena Domini) e celebra il mistero dell’Eucarestia in cui la Chiesa professa la reale presenza di Cristo. La data del Corpus Domini non è uniforme: esistono nazioni in cui la ricorrenza cade il giovedì dopo la solennità della Santissima Trinità e altre, come l’Italia, nelle quali viene posticipata alla prima domenica successiva.
L’origine della festività si fa risalire al 1246, quando il vescovo di Liegi, in Belgio, accolse la richiesta d’introdurre in diocesi una giornata commemorativa della Comunione, slegata dal clima mesto tipico della Settimana Santa.
Una trentina di anni prima la mistica Giuliana di Retìne, priora nel monastero agostiniano di Monte Cornelio, nei pressi di Liegi, nel corso di un’estasi contemplativa, ebbe la visione del disco lunare risplendente di luce candida, ma deformato da un lato da una linea rimasta in ombra. La religiosa interpretò l’apparizione come l’immagine della Chiesa monca di una ricorrenza specifica in onore del mistero eucaristico. Da qui l’appello al vescovo del direttore spirituale della monaca, supportato da una nutrita schiera di teologi.
Sarà poi papa Urbano IV a estendere l’8 settembre 1264 il Corpus Domini all’intera cristianità con la Bolla Transiturus de hoc mundo. A convincerlo il miracolo eucaristico di Bolsena, consumatosi l’anno prima: la tradizione racconta che un prete boemo, scettico sulla reale presenza di Gesù nella Comunione, mentre celebrava Messa, al momento di spezzare l’ostia consacrata, vide uscire dalla particola alcune gocce di sangue. Era la testimonianza che quello era davvero il corpo di Cristo.
La consuetudine vuole che in occasione della celebrazione del Corpus Domini nella Chiesa si svolgano processioni con l’ostia consacrata custodita in un ostensorio protetto da un baldacchino. È l’unica processione dell’anno liturgico ad essere di precetto, secondo il diritto canonico.
Questi riti sono espressione di una pietà eucaristica ancora fortemente radicata nel tessuto popolare cristiano. Bra docet.