Non si placa la protesta di genitori e insegnanti nei confronti della dirigente scolastica Patrizia Revello, responsabile dell’Istituto Comprensivo della valle Varaita.
Dopo l’affollata assemblea di giovedì scorso, che ha visto la partecipazione di oltre 150 persone nel salone comunale di Venasca, lunedì a Saluzzo si è aperto il processo davanti al Giudice di Pace nei confronti della preside Revello, scaturito dal caso dei 25 alunni di Costigliole bocciati nel 2021.
Nulla di fatto, comunque.
L’udienza è stata aggiornata al 10 marzo 2023.
Quello che dalle autorità scolastiche e dai sindacati era atteso come un giorno cruciale non ha portato risposte per sbloccare una vicenda che “sta diventando – come viene sottolineato da più parti – un caso che oltre a riguardare la scuola interessa tutta la comunità valligiana”.
Probabilmente qualcuno si attendeva una sentenza rapida che portasse ad un’eventuale sospensione della dirigente, “per prevenire problemi di incompatibilità tra lei, i genitori e i docenti”, ma così non è stato.
Dagli uffici scolastici provinciali e regionali finora nessun pronunciamento.
La preside, dal canto suo, si rifiuta di fornire una sua versione dei fatti.
“Non siamo disponibili all’ennesimo carosello. Questa scuola – hanno annunciato dal canto loro i sindacati - deve arrivare ad una soluzione sostenibile per il futuro”.
Venerdì scorso, una delegazione di rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Gilda, recatasi a Venasca per avere udienza, non è stata ricevuta.
I sindacalisti hanno atteso invano all’uscio per tutto un pomeriggio.
Ora, in attesa di capire come organizzare un eventuale stato di agitazione, Doriano Ficara della Flc Cgil ha scritto una lettera alla dirigente in cui evidenzia comportamenti “discriminatori e antisindacali” nei confronti delle organizzazioni sindacali.
Scrive Ficara rispondendo alla preside che in una mail aveva fatto cenno ad intenti persecutori nei suoi confronti: “Dobbiamo segnalarle che il contenuto, che vorrebbe in qualche modo rilevare un comportamento di carattere persecutorio da parte delle organizzazioni sindacali nei suoi confronti, contiene in sé aspetti spiccatamente antisindacali che, uniti agli altri episodi, dobbiamo segnalarle come appaia chiaro ed evidente il suo fastidio nel dover intrattenere anche solo le minime relazioni con le organizzazioni sindacali.
Con la presente, pertanto, La Flc Cgil Cuneo la invita a revocare immediatamente le pretestuose contestazioni formulate nei loro confronti.
In mancanza, si darà corso al procedimento per la cessazione dell’attività antisindacale ex art. 28 L.300/1970.
Con la presente – aggiunge Ficara – cogliamo anche l’occasione per manifestarle quanto non ci è stato possibile dirle a voce: Il personale sta vivendo un disagio costante e diffuso durante lo svolgimento delle proprie attività lavorative chiamato a dover sopperire a continue costanti e ripetute mancanze di direttive che hanno costretto tutto il personale, obtorto collo, a fronteggiare situazioni inattese, sentendosi sovraccaricato di responsabilità, di compiti e di aspettative anche al di là della sua reale capacità.
Ricordandole che grava sul datore di lavoro mettere in campo tutte le accortezze necessarie a ridurre al minimo il rischio che il lavoro possa arrecare un danno alla salute ed alla sicurezza dei dipendenti, la Flc Cgil Cuneo le chiede pertanto, di provvedere al più presto alla risoluzione di questo problema, al fine di migliorare la situazione e consentire così il proseguimento dell’attività scolastica nel migliore dei modi e la invita nuovamente a calendarizzare un urgente incontro sul tema”.
Mentre i sindacati stanno pensando se e come proclamare uno stato di agitazione che vada oltre il personale e coinvolga le famiglie, il Comitato Genitori prosegue la raccolta firme nei 13 Comuni che fanno parte dell’Istituto Comprensivo Venasca-Costigliole Saluzzo.