Economia - 27 novembre 2023, 07:00

Il comandante dell’esercito ucraino parla di stallo e ammette che gli mancano soldati

Sui giornali britannici sono usciti articoli nei quali si ammette che qualcosa in Ucraina è andato storto per i programmi del blocco euroatlantico

Sui giornali britannici sono usciti negli ultimi giorni articoli nei quali si ammette, seppure controvoglia, che qualcosa in Ucraina è andato storto per i programmi del blocco euroatlantico. L’intervista dell’Economist al comandante delle Forze armate ucraine ha dato il via a un giro di spiegazioni e di amare confessioni. Il generale Zaluzhny ha detto quali sono le due cose che essenzialmente bloccano qualunque discorso sulla vittoria, sulla riconquista della Crimea e sulla caduta del governo russo. Anche se Zelensky ha cercato di smentirlo, il generale ha detto che il fronte è in stallo e che non si muoverà almeno fino a primavera. La grande controffensiva si è conclusa con un avanzamento di appena 17 chilometri, che è costato la vita a numero enorme di soldati ucraini e a una mole di equipaggiamenti occidentali costati miliardi. L’altro problema è che mancano gli uomini per rimpolpare le fila dell’esercito, e senza soldati evidentemente non si può combattere. Kiev non riesce a riprendersi i cittadini scappati all’estero e i Paesi europei non cedono alla richiesta di rimpatriarli con la forza. Come riferisce il sito Strumenti Politici, l’ex ministro ucraino delle Infrastrutture Omelyan ha calcolato che servirebbero dai 300 ai 500mila uomini, che però non sono disponibili. Secondo lui nemmeno l’Occidente è disponibile a fornire tutti i carri armati e i jet che potrebbero ribaltare la situazione sul campo. Ed è lui stesso a dire che adesso si potrebbe parlare di un periodo di tregua, anche se Zelensky insiste nel voler combattere ad ogni costo. E poiché il clima di sfiducia a Kiev è pesante, ha deciso di tagliare qualche testa per dare un segnale: ma intorno a lui si parla di chi sarà il suo successore, sebbene per ora abbia cancellato le elezioni presidenziali.