Continua il botta e risposta a suon di polemiche tra l’ex sindaco di Brondello Dora Perotto, ora consigliera di minoranza, e l’amministrazione del paese della valle Bronda guidata dal sindaco Paolo Radosta.
Nei giorni scorsi Perotto aveva accusato la nuova amministrazione di aver lasciato al buio, per circa dieci mesi, il centro del paese dove si trova il ponte romanico, parte dell’illuminazione del muraglione che sorregge la chiesa parrocchiale e, da giugno, anche altre luci della zona, tra cui quelle sulla facciata della chiesa, sul campanile, sulla torre medievale e nella cosiddetta 'area verde del parroco'.
Aveva inoltre sottolineato come il ripristino dell’illuminazione fosse avvenuto solo a seguito di sollecitazioni esterne, criticando la mancanza di programmazione e rivendicando l’importanza di mantenere ciò che era stato realizzato dalle precedenti amministrazioni.
In risposta alle dichiarazioni della consigliera di Perotto (leggi qui), l’amministrazione comunale di Brondello ha fornito una smentita: “Chiara e documentata in merito alla questione dell’illuminazione pubblica dei principali monumenti del paese. L’obiettivo - sottolineano dall’amministrazione brondellese - è ristabilire la verità dei fatti e offrire ai cittadini un quadro corretto dell’attività svolta a beneficio della comunità.
Contrariamente a quanto affermato dalla consigliera – specificano dall’amministrazione – l’illuminazione del ponte romanico, del muraglione della chiesa e della torre non è rimasta spenta per dieci mesi. Si è trattato di un guasto tecnico a un relè, per il quale il Comune si è immediatamente attivato, avviando le procedure per la sostituzione dei componenti necessari. La situazione è stata gestita con tempestività e si è risolta in tempi tecnici compatibili con la consegna e l’installazione dei pezzi di ricambio, senza alcuna inerzia da parte nostra”.
Gli amministratori precisano inoltre che la segnalazione del guasto non è pervenuta da soggetti esterni, bensì è stata individuata internamente e affrontata con la consueta prontezza operativa. “Colpisce – proseguono – che la consigliera di minoranza abbia preferito rivolgersi agli organi di stampa, invece di aprire un dialogo diretto con i rappresentanti comunali. Un atteggiamento che, purtroppo, privilegia la polemica a scapito della collaborazione per il bene comune”.
La giunta smentisce con decisione anche la dichiarazione riguardante i presunti 'dieci mesi di buio', definendola infondata e pretestuosa. “Non solo non corrisponde alla realtà – spiegano – ma si ignora volutamente il costante impegno dell’amministrazione per la manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico”.
Gli amministratori di Brondello continuano dicendo: “Cogliamo l’occasione per elencare i numerosi progetti già avviati e in fase di realizzazione, a dimostrazione dell’operatività dell’attuale amministrazione: l’inaugurazione imminente di due nuove aree giochi; la realizzazione della nuova piazzetta dedicata ai Martiri delle Foibe, ormai completata; l’avvio di un importante progetto di riqualificazione di una struttura storica, in collaborazione con la Regione Piemonte; la prossima creazione di un apiario didattico, sviluppato in sinergia con Agrion e Fondazione Crc; e, in riferimento specifico alla torre medievale, è stato vinto un bando dedicato alla valorizzazione dei sentieri, e i lavori di riqualificazione dell’area inizieranno a breve”.
Vengono inoltre ricordati i numerosi interventi di manutenzione e cura del territorio, insieme al costante lavoro per migliorare i servizi, resi possibili anche grazie ai proficui rapporti con gli enti provinciali e regionali. “Proprio recentemente – concludono dall’amministrazione – il Consiglio provinciale ha scelto di riunirsi sul nostro territorio, testimoniando vicinanza e attenzione al lavoro che si sta svolgendo a Brondello”.
Infine, l’amministrazione brondellese lancia un invito alla consigliera Perotto e a tutti gli abitanti: «Chiunque voglia contribuire in modo costruttivo è sempre il benvenuto. Le risposte sono immediate e trasparenti, ma per ottenerle è necessario confrontarsi direttamente. Forse, però, a volte si preferisce l’orgoglio personale al dovere istituzionale”.