Attualità - 12 aprile 2026, 16:22

Proseguono gli appuntamenti di "Resistenze di oggi" a Cuneo

Venerdì 17 aprile alle 21 appuntamento con “La guerra come tragedia umana e disastro ambientale”. Interverrano John Mpaliza, attivista per i diritti umani e portavoce Rete “Insieme per la Pace in Congo” e Antonello Pasini, fisico climatologo del CNR

Prseguono gli appuntamenti di "Resistenze di oggi" del Centro Cultuarale don Aldo Benevelli dell'Associazione Partigiana Ignazio Vian di Cuneo.

Venerdì 17 aprile alle 21 “La guerra come tragedia umana e disastro ambientale” con John Mpaliza, attivista per i diritti umani e portavoce Rete “Insieme per la Pace in Congo” e Antonello Pasini, fisico climatologo del CNR.

L’articolo 11 della Costituzione italiana afferma : “ L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..(.…)”

L’impatto ambientale della guerra è una forma di violenza contro la terra. Le guerre contribuiscono a far aumentare il riscaldamento globale e il cambiamento climatico ad esso collegato innescando un circolo vizioso in tutto il mondo.

“Oggi le guerre – spiega Antonello Pasini – non hanno solo gli impatti diretti sui territori , ma anche quelli indiretti sul cambiamento climatico, perché le emissioni di anidride carbonicae altri gas serra del comparto militare sono enormi”.

Bombardamenti, incendi, deforestazione, causano un inquinamento ambientale immediato e a lungo termine. La produzione di armamenti e l’uso di combustibili fossili per le operazioni belliche consumano immense risorse e alimentano ulteriormente l’effetto serra.

L’Africaè uno di quei luoghi dove l’essere umano si domanda se riuscirà a sopravvivere alla fame, al dolore, alla guerra.

John Mpaliza “camminatore resistente” e attivista non-violento organizza da anni mobilitazioni, marce e iniziative di sensibilizzazione per promuovere la pace e raccontare la guerra nel suo Paese di origine, la Repubblica Democratica del Congo.

“Non saranno l’Europa né l’Occidente a risolvere i problemi dell’Africa – dice John Mpaliza – Questi Paesi hanno creato colonialismo e sfruttamento delle immense risorse africane. Bisogna lavorare per un risveglio africano, affinché con la pace e connuove istituzioni forti , più realtà africane si mettano insieme per cambiare l’Africa.”

L’Occidente ha le sue colpe e le sue responsabilità nei conflitti che insanguinano il pianeta anche nel nome di un assurdo suprematismo razziale, della colonizzazione e della depredazione disumana. Uccidere rimane il cuore delle guerre. Nel mondo attuale in cui sugli orrori e le macerie delle guerre alcuni promettono di scrivere la parola pace, occorre impegnarsi nell’educazione alla cooperazione e alla cura dell’ambiente, innescando dal basso circuiti virtuosi di consumo, risparmio e produzione di nuove energie, e al ripudio della violenza come strumento di risoluzione delle controversie, perché alla spirale distruttiva della guerra, della violenza, dell’odio, delle vendette e del dolore non può esserci fine.

Ingresso libero 

info: viancuneo@libero.it

comunicato stampa