Con la riapertura del Buco di Viso prende ufficialmente il via la stagione escursionistica estiva nelle valli del Monviso.
Gli operatori della Riserva naturale nazionale di Ristolas-Mont Viso hanno riaperto la porta in acciaio che protegge l'accesso sul versante francese del primo traforo delle Alpi, rendendo nuovamente percorribile lo storico collegamento tra l'alta valle Po e il Queyras.
Il Buco di Viso rappresenta una delle opere più significative della storia alpina. Fu fatto scavare nel 1490 dal marchese di Saluzzo Ludovico II per creare un collegamento commerciale tra il Marchesato di Saluzzo e il Delfinato, consentendo il transito delle merci attraverso le Alpi senza dover superare direttamente il Colle delle Traversette.
La galleria, lunga circa 75 metri e situata a quota 2.882 metri, è uno dei punti più caratteristici e affascinanti del Giro di Viso. Al suo interno non è presente alcun impianto di illuminazione e il tunnel conserva le dimensioni originarie: circa 2,5 metri di altezza e 2 metri di larghezza, sufficienti un tempo a permettere il passaggio di un mulo con le due some laterali.
Il transito è libero, ma è possibile soltanto durante la stagione estiva, quando la neve non ostruisce gli ingressi. Per attraversare il tunnel è indispensabile portare con sé una torcia, mentre è fortemente consigliato l'utilizzo di un caschetto protettivo.
La riapertura del Buco di Viso segna, come ogni anno, l'inizio della stagione delle escursioni in alta quota e restituisce agli appassionati uno dei percorsi più suggestivi dell'intero arco alpino, ricco di storia e immerso nello straordinario scenario del Monviso.
La chiusura dipende dalle condizioni meteo, lo scorso anno era stata a fine settembre.