Attualità - 09 ottobre 2026, 13:22

Sindacati in sciopero per la morte di Keita, Dalmazzo: "E' stato un incidente. Piuttosto, formino i lavoratori sulle regole della strada"

Il sindaco di Lagnasco, presidente del Distretto del Cibo della Frutta, esprime il dolore per quanto accaduto, ma respinge le accuse mosse alle aziende del territorio. Ieri, a Lagnasco, il dottor Allemano ha incontrato alcuni braccianti agricoli per una lezione di igiene ed educazione sessuale. "Le aziende e il territorio se ne occupano"

Immagine di repertorio

"A cosa serve fare sciopero? I sindacati credono forse che le aziende che danno lavoro a questi uomini non siano profondamente rammaricate per la morte di un uomo così giovane? E quale sarebbe la loro responsabilità? Purtroppo si è trattato di un incidente. Siamo tutti profondamente tristi nel pensare che Keita è arrivato qui per lavorare, partendo da migliaia di chilometri di distanza. Invece, ha trovato la morte". 

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E' molto scosso il sindaco di Lagnasco Roberto Dalmazzo all'indomani della morte di Keita M., bracciante agricolo di 38 anni, originario del Mali, deceduto in un incidente stradale sulla provinciale al confine tra il suo territorio, teatro a metà settembre di un altro mortale in cui è morto un 44enne pakistano, e quello di Scarnafigi. LEGGI QUI

Parla in veste di presidente del Distretto del Cibo della Frutta, un’organizzazione che riunisce circa 4.500 aziende agricole e per la quale lavorano oltre 7mila stagionali. 

"Invece di fare sciopero, perché i sindacati non si occupano di fare formazione a questi uomini? Non conoscono le regole di circolazione, vanno per strade dove le auto sfrecciano invece che per quelle di campagna. Non indossano i giubbotti catarifrangenti anche quando li hanno, non stanno in fila. Vanno formati su questo. Ieri l'incidente è avvenuto in piena luce, ma da quanto mi è stato riferito, è stata fatta una manovra errata. Non sta a me stabilire le responsabilità, ma come rappresentante del comparto sottolineo che nessuna azienda scarica i costi logistici sulla vita e sulla sicurezza della manodopera, anzi, noi proviamo ad occuparcene".

Proprio nella serata di ieri, a Lagnasco, si è svolto un incontro di formazione sanitaria per alcuni stagionali. Tra loro anche il cugino del 38enne deceduto. 

"Era presente un medico, il dottor Paolo Allemano, che ha dato indicazioni e distribuito un opuscolo con consigli igienico sanitari ma anche di educazione sessuale", spiega Dalmazzo, che ha partecipato alla serata. 

"Abbiamo consegnato loro un opuscolo, spazzolino e dentifricio e un preservativo. Noi a queste persone teniamo, perché lavorano nelle nostre aziende tutti i giorni per mesi. Il titolare dell'azienda per cui lavorava Keita è profondamente addolorato per quanto accaduto". 

Formazione, per Dalmazzo è questa la strada. Anche sulle regole di circolazione. 

Respinge ogni tipo di strumentalizzazione dell'episodio. 

"E' stato un incidente, causato da un errore umano, probabilmente. Non ci sono parole, solo il dolore di fronte alla morte di un giovane uomo che era venuto qui con la speranza di poter migliorare la sua vita".