- 23 settembre 2011, 11:53

Cuneo-Sisteron, Paolo Chiarenza: "Il senatore Menardi è rimasto l'unico a guardare avanti"

Il rappresentante de "La Destra", da sempre interessato ed in prima linea circa il problema delle comunicazioni in Granda, interviene sull'ipotesi della nuova arteria

Paolo Chiarenza

Il rappresentante cuneese del Movimento 5 Stelle in Regione certo non era ancora nato alla politica, quando negli anni ’90 e fino a metà del 2000, la Provincia di Cuneo affrontava e studiava a livello di Commissione Intergovernativa italo-francese, di tutte le associazioni economiche e di categoria e di tutti gli enti locali interessati, il progetto del Mercantour. Perfino il Consiglio regionale del Piemonte il 26 marzo 1997 approvava a larga maggioranza la proposta di legge regionale al Parlamento relativa alla “Autorizzazione di spesa per la realizzazione e l’ammodernamento dei collegamenti internazionali autostradali Asti-Cuneo-Nizza e ferroviaria Fossano-Cuneo-Ventimiglia”.

Ma ogni tanti anni si trova sempre qualcuno interessato ad istruire daccapo il pupo, tant’è che per montare la polemica contro la presidente della Provincia Gancia sulla circonvallazione Demonte-Aisone, il consigliere regionale Biolè affronta l’argomento dell’autostrada di collegamento fra la A33 italiana e la A51 francese, parlando di una soluzione insensata, costosissima e autoritaria rievocando per assonanza una nuova Val Susa.

Il progetto Mercantour, con la sua recente variante su Sisteron, quando fosse realizzato, costituirà il logico proseguimento dell’autostrada Asti-Cuneo e collegherà la Pianura Padana all’asse Marsiglia-Barcellona, determinando il pieno inserimento di Cuneo e del Piemonte  nel sistema europeo  delle comunicazioni stradali. Purtroppo, dopo l’anno 2005, scaduti nell’incarico di presidente della Sitraci il prof. Franco Revelli, e deceduto immaturamente il suo successore avv. Giordana, con non più presidente della Provincia Giovanni Quaglia, con la Camera di Commercio in altre faccende affaccendata e gli avvicendamenti all’Unione Industriale, unitamente al deterioramento perdurante della situazione economica e politica, è venuta a mancare la necessaria attività promozionale e politica nel settore delle grandi infrastrutture. Palesemente è rimasto a “guardare avanti” il solo sen. Menardi.

Ma almeno cerchiamo di non dare affidamento a chi vuole sempre fare ricominciare tutto da capo. La storia di Cuneo è piena di queste vicende, che il territorio e i suoi cittadini scontano. 

Paolo Chiarenza, Segretario provinciale La Destra - Cuneo