Non si placano le polemiche e i malumori per la probabile chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Fossano. Dopo i nostri articoli, in molti hanno scritto a Targatocn per dimostrare il loro dissenso. Tra questi anche Gabriella Baldo che su FaceBook scrive: “In merito all'articolo della dottoressa Anna Mantini, relativo alla chiusura del pronto soccorso di Fossano, vorrei ricordare sia a lei che a tutti i fossanesi che personalmente durante la campagna elettorale per la votazione del sindaco, la sottoscritta – che faceva parte della lista civica “Fossano solidale” - aveva ben avvertito della chiusura del servizio. Quindi auspicherei che venisse ricordato da tutti la sottovalutazione delle mie parole ben supportate da fatti”.
Intanto si cercano possibili soluzioni nel caso in cui il reparto chiudesse veramente, dopo la richiesta del responsabile provinciale del 118, Mario Raviolo, di togliere i medici dal pronto soccorso. La decisione è rinviata di qualche mese, anche per attendere la nomina del nuovo direttore generale che oltre al problema dell’ospedale di Fossano dovrà occuparsi di una situazione molto simile nel nosocomio di Ceva. Anche qui i medici del 118, per mancanza di personale, non potrebbero più garantire il servizio.
Una possibile soluzione l’ha già indicata il commissario Giovanni Monchiero: “A Fossano, caso unico in Piemonte, esiste un’associazione di medici di base che visitano nella stessa struttura, sono operativi dalle 8 alle 20 e sono interscambiabili nella cura dei pazienti”.
Una specie di pronto soccorso esterno, quindi, con dottori competenti che spesso sono gli stessi che assistono i mutuati che si rivolgono al centro. “MedinGranda è un modello organizzativo che potrebbe diventare un progetto pilota da esportare nelle città dove gli ospedali sono a rischio, visti i tagli e la razionalizzazione attuata nel settore della sanità italiana”.