E' stata una conferenza stampa senza sostanziali coups de théatre quella che si è svolta in mattinata a Fossano, ospite d'onore il commissario dell’Asl Cn1 e Asl Cn2 Giovanni Monchiero, chiamato per chiarire l'evoluzione dell'assistenza medico sanitaria nella città degli Acaja, in particolar modo all'indomani delle voci, sollevate proprio da Targatocn, circa un'imminente chiusura del pronto soccorso fossanese.
Per il momento, comunque, questo non accadrà, anche se sono solo 8 i passaggi giornalieri in questa struttura e nessuno per urgenze o emergenze, per le quali il pronto soccorso non è strutturato. "Il problema c'è - ha detto Giovanni Monchiero - perché così non si può andare avanti, 8 passaggi sono davvero troppo pochi, ma la questione la lascio al mio successore".
Perché questo è ciò che il commissario ha evidenziato: si può parlare di passato, poco di presente e niente di futuro. Soprattutto a pochi giorni non solo dalle nuove nomine, ma anche dall'approvazione del Piano Socio Sanitario Regionale. Da cui emergono già delle indicazioni: resteranno separate le due Asl della provincia di Cuneo, come chiesto più volte e a gran voce dai sindaci del territorio. A dirlo proprio uno di loro, il primo cittadino di Fossano Francesco Balocco. Che ha fatto capire che Monchiero sarà quasi certamente il "nuovo" direttore generale, ma solo dell'Asl CN2.
Tornando al pronto soccorso fossanese non sarà, quando sarà, una chiusura indolore: come detto dal dottor Salvio Sigismondi, presidente dell'Ordine dei Medici di Cuneo e responsabile di Medingranda, "il pronto soccorso di Fossano deve chiudere, ma il giorno dopo quelli di Saluzzo, Ceva e Bra".
Non mancheranno le battaglie, quindi, anche perché, come sottolineato da un medico presente alla conferenza, le persone per le visite specialistiche sono disposte a fare chilometri e a pagare molto, ma vogliono l'ospedale gratis e sotto casa.
Quanto alla riorganizzazione della Sanità fossanese in generale, il nosocomio cittadino diventerà sempre più ospedale per la riabilitazione, punto di riferimento per tutto il territorio, grazie anche ad un nuovo centro di isocinetica, le cui apparecchiature sono state acquistate con il contributo della Fondazione CRF e della CRC; è stato inoltre stipulato un nuovo contratto tra l'Asl e Medingranda, l'associazione che raggruppa tutti i medici di famiglia di Fossano - "esperienza che costituisce forse un caso unico in Italia" ha detto Monchiero - e che prevede un'assistenza ambulatoriale dalle 8 alle 20, tutti i giorni, con due medici: uno che si occupa di gestire i pazienti prenotati per visite di routine e un altro che gestirà le urgenze. Non le emergenze, per le quali esiste il 118 e i vari DEA (Degenza ad Elevata Assistenza) del territorio. Come ha chiarito il dottor Sigismondi: "Il nostro gruppo è sorto non tanto per far morire il pronto soccorso, ma, al contrario, per funzionare al meglio deve avere dietro di sè un pronto soccorso efficiente, al quale noi non ci sostituiremo".
L'Asl ha inoltre stipulato una convenzione con la casa per anziani Monsignor Craveri Oggero, che ha a disposizione 15 posti letto che potranno essere utilizzati per pazienti lungodegenti. L'Asl fornirà un infermiere H24. Ancora, convenzione fatta con un altro istituto cittadino, gestito dalle suore che si occupano di disabili adulti: si tratta del centro Monsignor Giosuè Signori, la cui parte "sanitaria" diventerà competenza dell'Asl.
Altra novità: tutta la medicina sportiva provinciale verrà concentrata proprio a Fossano, che diventerà il centro unico per tutte le visite medico sportive. Razionalizzazione logistica e dei costi, questa la motivazione.