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Attualità | 29 aprile 2022, 19:26

Il ricordo della Valle Maudagna per il 77° anniversario della Liberazione

Celebrazioni del 25 aprile nella cappella campestre di San Marco, luogo della memoria partigiana

Il ricordo della Valle Maudagna per il  77° anniversario della Liberazione

La piccola cappella campestre di San Marco in Val Maudagna, luogo della memoria partigiana, ha ospitato lunedì 25 aprile, residenti e frequentatori occasionali della valle che, convintamente hanno testimoniato i loro anelito di libertà, partecipando alla celebrazione della Santa Messa e alla successiva cerimonia civile di commemorazione della festa della Liberazione.

In quel luogo di martirio di undici partigiani operanti tra le montagne che circondano il luogo, avvenuto nel gennaio del 1944, ogni anno si radunano, su iniziativa dell’Associazione San Biagio di Miroglio, le rappresentanza combattentistiche e partigiane per fare memoria della lotta popolare, prologo della nostra storia repubblicana.

L’orazione ufficiale è stata tenuta da Adriano Bertolino, Sindaco di Frabosa Sottana, che ha ricordato che “il 25 aprile 1945 è stata la data che ha testimoniato la rinascita della coscienza nazionale e del riscatto morale le civile degli italiani dopo la seconda guerra mondiale, verso la fondazione di una nazione libera e nuova; una rinascita che è costata sofferenza, coraggio e, purtroppo il sacrificio di tante vite umane, sacrificate per i valori di libertà, altruismo e rispetto”.

Molto coinvolgenti sono stati alcuni passaggi dell’intervento del sindaco Bertolino, che sono espressi nel raccoglimento di tutti i presenti “a tutte le forze che contribuirono alla Liberazione va anche il grande merito di aver pensato e scritto la nova e libera Costituzione, fondamentale per una repubblica appena nata , garanzia di convivenza democratica, di sviluppo sociale e di pace … anche per questo è giusto ricordare e celebrare l’anniversario del 25 aprile, una data che ci deve rammentare l’importanza di diffondere la conoscenza del nostro recente passato principalmente nei confronti dei giovani; tutto ciò nella convinzione e nella consapevolezza che la memoria storica è la base della coscienza civica di un popolo e di ogni singolo cittadino perché rappresenta la consapevolezza che le nostre condizioni di vita sono in realtà frutto di lunghe e dolorose conquiste ottenute con immensi sacrifici”.

Significative e, auguriamoci profetiche, le parole conclusive della commemorazione “questa chiesetta dedicata a san Marco, simbolo locale e nazionale della Resistenza e della lotta al nazifascismo … ci fa pensare a quanto sta succedendo in questi giorni in Europa, si stanno riproponendo le medesime situazione della guerra che qui ha seminato violenza e morte, auguriamoci che l’eccidio in atto termini e la pace torni ad essere sovrana del nostro tempo.”

È quindi seguito un momento di ricordo della memoria storica degli eventi successi in Valle enunciati dal Dott. Giovanni Comino già sindaco di Frabosa e predecessore dell’attuale primo cittadino.

Brevi ma precisi e documentati i suoi riferimenti storici orientati a “ricordare e a far si che restino sempre impressi nella memoria episodi e persone che ricordano sofferenze, tragedie, impegni ed eroismi che no bisogna mai dimenticare” e che nell’esposizione sono stati citati con brevi note bibliografiche “Don Beppe Bruno, il Prete dei ribelli, le Suore di Villanova Mondovì alloggiate presso il santuario di santa Lucia sul Monte Calvario, Aldo Benevelli, che diventerà prete nel 1948, partigiano la cui vita fu dedicata alla pace e alla giustizia sociale e, infine, i Partigiani delle Valli Maudagna ed Ellero che operarono agli ordini del comandante Enrico Martini, nome di battaglia Mauri, con base logistica presso il Rifugio Mettolo Castellino e la grotta della Tura”.

Alberto Verardo - Ass. San Biagio

Al direttore

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