Attualità - 31 luglio 2026, 18:30

Diga di Moiola, Loris Emanuel chiude il discorso: "Non è tecnicamente realizzabile, servono soluzioni concrete sull'acqua"

Dopo il confronto tra sostenitori del grande invaso e chi ha richiamato criticità ambientali e tecniche, il presidente dell'Unione Montana Valle Stura e sindaco di Moiola interviene: "Parlare oggi dell'invaso significa allontanare le vere risposte all'emergenza idrica"

La diga di Moiola torna al centro del dibattito pubblico in Valle Stura e nel Cuneese. Un tema che ciclicamente riemerge, soprattutto nei periodi segnati dalla siccità e dalla necessità di garantire nuove riserve idriche al territorio, ma che da decenni divide opinioni, amministratori e tecnici.

A riaccendere il confronto è stata la lettera firmata da Simone Aime, ricercatore e scrittore di Bernezzo, Paolo Chiarenza, ex consigliere provinciale, e Guido Giordana, sindaco di Valdieri, (LEGGI QUI) che hanno riportato l'attenzione sul progetto del grande invaso sullo Stura, ipotizzato negli anni Settanta e Ottanta.

Nella loro ricostruzione viene ricordato il lavoro svolto in passato da figure come l'ingegner Salvatore Selleri e il senatore Natale Carlotto, che avevano sostenuto la necessità di realizzare grandi opere per la gestione delle risorse idriche delle montagne cuneesi. Secondo Chiarenza, negli anni era stato individuato un patrimonio idrico potenziale superiore al miliardo di metri cubi, a fronte di un fabbisogno provinciale molto inferiore.

"Il problema della siccità non è soltanto legato al cambiamento climatico – aveva sottolineato Chiarenza – ma anche alla mancata realizzazione di una politica strutturata fatta di dighe, derivazioni, adduzioni e acquedotti". Nel suo intervento l'ex consigliere provinciale ha richiamato anche il progetto della diga di Moiola, pensato per un invaso da circa 160 milioni di metri cubi d'acqua, ricordando gli studi e le progettazioni avviate negli anni Settanta con il coinvolgimento della Provincia e della Camera di Commercio.

Secondo i sostenitori del progetto, quelle analisi rappresenterebbero ancora oggi un patrimonio da rivalutare alla luce delle nuove emergenze legate alla disponibilità d'acqua.

A intervenire successivamente nel dibattito è stato Roberto Lanza, che ha invitato a considerare l'intera vicenda nella sua complessità (LEGGI QUI). Pur riconoscendo la lungimiranza degli studi condotti in passato, Lanza ha ricordato come il progetto non sia mai arrivato alla realizzazione anche per una serie di criticità tecniche, ambientali e sociali.

Tra gli elementi evidenziati, l'impatto sulla media Valle Stura, con l'ipotizzato allagamento di vaste aree, la perdita di terreni agricoli, la necessità di modificare il tessuto abitativo e le preoccupazioni legate all'equilibrio ambientale e alla sicurezza geologica dell'area.

"La mancata realizzazione della diga – ha scritto Lanza – non fu semplicemente il risultato di inerzia burocratica o disinteresse amministrativo, ma il frutto di valutazioni complesse che portarono a riconsiderare l'opportunità dell'intervento". Secondo Lanza, negli anni la pianificazione si è orientata verso soluzioni diverse, come piccoli bacini diffusi e una maggiore efficienza delle reti idriche.

A chiudere il cerchio è arrivato l'intervento di Loris Emanuel, presidente dell'Unione Montana Valle Stura e sindaco di Moiola da tre mandati, che ha affidato la sua posizione a un messaggio sui social.

Una risposta netta, senza mezze misure: "Mi spiace raffreddare gli animi (anche se con questo caldo penso possa anche essere gradito), ma la 'Diga di Moiola' non è tecnicamente realizzabile, come hanno sancito almeno 70 anni di studi, ricerche e calcoli, tutti per altro consultabili, se armati di buona volontà nella lettura".

Emanuel ribadisce che il tema della gestione dell'acqua resta prioritario, ma ritiene che la discussione sul grande invaso rischi di spostare l'attenzione dalle soluzioni realmente praticabili.

"La questione dell'accumulo dell'acqua è una cosa seria e prioritaria e come tale va portata avanti – scrive il presidente dell'Unione Montana Valle Stura –. Parlare, in questa situazione di emergenza idrica, della 'Diga di Moiola' equivale a gettare fumo negli occhi e ad allontanare di altri decenni le possibili e reali soluzioni".

Per Emanuel la strada da seguire è diversa: "Contenimento delle perdite, razionalizzazione dei flussi idrici e realizzazione di almeno uno o due piccoli invasi in provincia di Cuneo". Poi la chiusura, particolarmente dura nei toni: "Tutto il resto sono solo parole, parole, parole, parole".

Con l'intervento del sindaco di Moiola il dibattito sulla storica ipotesi della diga sembra dunque trovare un nuovo punto fermo: il tema dell'acqua resta centrale, ma secondo l'amministrazione della Valle Stura le risposte devono passare da opere e strategie considerate oggi concretamente realizzabili.

Cesare Mandrile