Al Direttore - 04 ottobre 2011, 12:48

Ex Spada Reale, interviene il sindaco di Busca: "I suoi proclami Sgarbi li doveva fare in fase di formazione del Prg"

Luca Gosso non ci sta a veder passare la sua amministrazione come quella che demolisce edifici di pregio: "Il giudizio è senz’altro improvvisato e dettato da un feticista atteggiamento conservativo"

Luca Gosso, sindaco di Busca

In merito alla polemica suscitata nei giorni scorsi dal critico d'arte Vittorio Sgrabi in merito alla vicenda dell'ex Spada Reale, ci scrive il sindaco di Busca, insieme con l'architetto Rossi :

 

La critica è costruttiva solo quando fondata  su conoscenze complete e generali, viceversa quando mancano tali presupposti ed ancor più qualora colorita con toni irrispettosi e maleducati si trasforma in spettacolo finalizzato a semplice audiens.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi, con il buschese Nicolas Ballario, ha partecipato all’inaugurazione della mostra collaterale alla biennale di Venezia nella Castiglia di Saluzzo nel pomeriggio di lunedì 26 settembre scorso e si è  recato nel Municipio di Busca dove ha annunciato battaglia per fermare la prevista demolizione dell’ex albergo  “Spada Reale”.

E’ durante l’inaugurazione della mostra collaterale alla Biennale che si è scatenato con toni coloriti contro il Sindaco di Busca e con i progettisti dello strumento urbanistico esecutivo dell’ambito di Piazza Savoia, definendo i previsti nuovi edifici “cessi di condomini in finto stile saluzzese” in sostituzione di esistente edificio di 120 anni.

Il giudizio è senz’altro da definirsi improvvisato e dettato da un feticista atteggiamento conservativo che non tiene conto né dei caratteri propri dell’esistente e del contorno, né tanto meno delle vigenti norme di pianificazione urbanistica.

Se così si fosse operato nel passato oggi non avremmo C.so Roma a Saluzzo, per la sua realizzazione si sono  dovuti demolire dei fabbricati risalenti pressoché al medesimo periodo, i “Corsi” nelle Ns. Città, basta pensare alla Torino Barocca, i boulevards di Parigi ecc. 

Sta di fatto che il Piano Particolareggiato approvato, è strumento attuativo del Piano Regolatore Generale Comunale di Busca, che sia il Sindaco quanto i progettisti redattori come qualsiasi cittadino sono tenuti a rispettare, viviamo in una civiltà, in quanto tale, fatta di regole, non in un sistema di completa deregulation, come ogni tanto abbiamo il sentore di percepire dagli interventi di certi soggetti.

Ricordiamo che per l’ambito urbanistico lo strumento di governo del territorio del Comune prevede gli interventi di nuova costruzione, demolizione e ristrutturazione urbanistica che per i non addetti ai lavori significa “sostituzione dell’esistente tessuto urbanistico-edilizio”.

Tali prescrizioni edificatorie sono state previste in considerazione della non necessità di tutela delle preesistenze, infatti il Piano Regolatore nel suo procedimento di formazione prevede la ricognizione del patrimonio di interesse storico che viene predisposta sotto la supervisione dei competenti Settori Regionali e con la partecipazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici. 

Era nella fase di formazione del Piano Regolatore e delle sue successive revisioni che il Critico d’arte con il suo collaboratore dovevano  intervenire secondo le forme di partecipazione previste dalla Legge. Nell’ambito di una società dove c’è certezza del diritto e si devono seguire regole di efficienza amministrativa, non si possono fare passi da gambero!  

Nell’ambito di tale regole, è stato sviluppato il progetto cercando di ponderare i connotati del contesto con  la necessità di eliminare le deficienze di carattere igienico e di traffico, in particolare per quanto riguarda l’adiacente Via Risorgimento e l’accessibilità agli insediamenti residenziali dei condomini Le Stelle, attraverso il  prolungamento di C.so Giolitti, senza usurpare i diritti delle proprietà interessate ed  in generale dei cittadini.

In merito alle linee architettoniche scelte, “definite schifezza” si precisa che, con molta umiltà, si è cercato di proporre degli edifici moderni con richiami ad  elementi dell’architettura del periodo storico di Piazza Savoia, presenti nella Città di Busca e nel Saluzzese. Unica consolazione è il “finto stile Saluzzese”, almeno uno stile c’è!.

A tal fine richiamiamo la citazione di Gustavo Giovannoni (storico e critico dell’architettura 1873 – 1947) “la vita deve contenere in sé elementi di educazione morale ed estetica e non può prescindere dalla tradizione, in cui è tanta parte della gloria nazionale”.

E’ proprio secondo questi valori che il Comune di Busca con i Progettisti ha cercato con impegno di operare, constatando però che tale atteggiamento non è stato proprio di chi estemporaneamente oggi lo critica.

Luca Gosso Sindaco di Busca

Arch. Adriano Rossi

 

r.g.