Attualità - 04 ottobre 2011, 08:38

"Ex Spada Reale" di Busca: dalla demolizione ai banchi del Parlamento

La deputata Zamparuti presenterà un'interrogazione al ministro Galan. Dopo lo scossone provocato da Vittorio Sgarbi le istituzioni spingono per sapere la verità sull'immobile

L'immobile "Ex Spada Reale" finirà sui banchi del parlamento

Non c’è pace per l’immobile di Busca “Ex Spada Reale” che, dopo la visita di Vittorio Sgarbi della scorsa settimana, rischia di finire sui banchi del Parlamento.

Pare, infatti, che la deputata Elisabetta Zamparutti presenterà un’interrogazione parlamentare al Ministro dei beni culturali Giancarlo Galan in merito alla decisione, presa dell’amministrazione buschese, di abbattere l’immobile per sostituirlo con un condominio.

Dopo le accuse di Sgarbi molte istituzioni si sono mosse per capire al meglio la situazione, senza lasciare nulla al caso. 

La Soprintendenza verifichi rapidamente, e tragga le dovute conclusioni – afferma il Presidente della Provincia, Gianna Gancia - Chiedo che sia fatta chiarezza e che nel caso si proceda al vincolo dell’immobile”. 

L’interrogazione parlamentare che presenterà in settimana Zamparutti è tesa a verificare se le strutture murarie esterne e i partiti architettonici interni del sito, conservanti l'impostazione originaria di inizio ‘700, siano stati valutati con attenzione dalla Soprintendenza, e per chiedere che la stessa torni a far visita soprattutto all’interno degli uffici con ingresso su Via Risorgimento, che, come confermano gli stessi funzionari della Soprintendenza, non sono stati visitati.

 “Alla Soprintendenza non sono stati mostrati i locali che fungono ora da studio per il geometra Giraudo, dove sorgono volte, archi e colonne che potrebbero risalire al primo ‘700. Il sindaco Gosso, dunque, potrebbe sbagliare a pensare che quell’immobile risalga a fine ‘800 – spiega Nicolas Ballario, promotore del comitato per la salvezza dell’immobile - Io sono stato decine di volte in quello studio, mi sembrava impossibile che la Soprintendenza non avesse vincolato quegli elementi, infatti non li ha proprio visti!”.

Una questione spinosa per l’amministrazione buschese che, dopo la nuova decisione della Soprintendenza, vedrà il proprio Piano Urbanistico inadeguato e, nuovamente da modificare.

Un’ulteriore freccia nella faretra di Ballario arriva da un libro promosso proprio dal Comune di Busca (che beffa!) intitolato “La vita a Busca nel Settecento” dove viene riprodotta una stampa del 1767, attualmente conservata nell’archivio storico buschese, dove l’edificio dell’ex Spada Reale è riconoscibile in pianta.

 “L’edificio doveva essere considerato uno dei fiori all'occhiello di Busca se all'inizio del '900, quando si realizzarono le prime cartoline/fotografie della Città, venne scelto come i simbolo da fotografare e riprodurre – prosegue Ballario - Alla metà del XIX secolo la vecchia Spada Reale fu oggetto di lavori di ammodernamento che le diedero l'aspetto che ancora oggi conserva, ma questo intervento interessò solamente l'esterno della struttura in quanto l'interno conserva le splendide architetture barocco-saluzzesi”.

All'interno della struttura si possono trovare: volte cassettonate, volte a crociera, volte a botte, scale in pietra, colonne in pietra, cornici alle porte in pietra scanalata, due enormi finestre centinate a sesto ribassato.

Ho chiesto al Sindaco un incontro pubblico, a mio parere necessario dopo che si è attestato che buona parte della cittadinanza è contraria all’abbattimento, e dopo l’interessamento di importanti personalità quali la Presidente della Provincia, ma mi ha risposto di no – conclude Ballario - Gli lancio allora una'altra proposta: pubblichi quel documento del 1767, dopodiché convochi un referendum consultivo cittadino, come previsto dallo statuto del Comune”.

In attesa del responso parlamentare e delle opportune verifiche della Soprintendenza la ‘patata bollente’ passa nuovamente all’amministrazione buschese.

Andrea Rubiolo