Attualità - 04 ottobre 2011, 16:12

Ex Spada Reale, Sgarbi replica a Gosso: "Pensavo di essere in provincia di Cuneo, ma mi sono trovato nella periferia di Palermo"

Durissima replica del critico d'arte alle parole riportate su Targatocn.it dal sindaco di Busca: "Sono intervenuto quando ho saputo. I miei toni? Meno violenti degli atti di distruzione che il primo cittadino sta per compiere"

Vittorio Sgarbi

Dopo l'intervento del sindaco di Busca, Luca Gosso, tempo poche ore ed ecco arrivare la risposta del critico d'arte, Vittorio Sgarbi, circa la questione dell'ex "Spada Reale". La riportiamo integralmente:

Prendo atto della confessione del Sindaco di Busca, dal quale mi ero recato convinto che non fosse responsabile di una vicenda che riguarda una proprietà non comunale, e sulla quale mi sembra dunque interessante invocare l’attenzione della magistratura, per comprendere cosa lo muova a tanta solerzia per garantire la realizzazione di un progetto privato, sottraendosi alla responsabilità di tutela di edifici storici, che rientra nei doveri di un funzionario pubblico, esattamente come io la interpreto e l’ho esortato a interpretare.

Sembrava pronto alla discussione, e oggi mi rimprovera di essere intervenuto tardi rispetto a procedure che non solo non impediscono i crimini, ma che io non potevo accettare passivamente, come le mille autorizzazioni che hanno consentito alla Mafia il “sacco di Palermo”, soltanto perché era troppo tardi. Sono intervenuto nel momento stesso in cui ho conosciuto la vicenda, e sono intervenuto sollecitato da associazioni locali consapevoli dello scempio stabilito in nome di regole che prescindono dal controllo diretto dei cittadini, e che non hanno avuto la forza di impedire la devastazione a Sindaci, uffici tecnici e progettisti interessati soltanto al profitto.

E proprio perché, al punto in cui siamo arrivati, per salvare edifici storicamente pregevoli occorre un intervento straordinario, sono intervenuto pubblicamente, richiamando princìpi di tutela del patrimonio artistico nello spirito largamente condiviso della conservazione, soprattutto dopo tante speculazioni come quelle che hanno prodotto gli indecorosi edifici vicini a quelli dell’Ex Spada Reale.

Per non agire in modo aprioristico sono andato in Comune a vedere gli elaborati e i progetti delle nuove architetture, che sono esempi di volgarità e ignoranza che solo chi non ama il proprio Paese, Busca come l’Italia, può preferire agli eleganti e decorosi preesistenti. I precedenti che evoca il Sindaco non giustificano  le scelte dell’Amministrazione, e si allineano piuttosto con l’intervento fascista di Viale della Conciliazione nella spina di borgo a Roma. Abbattimenti selvaggi, per creare spazio dove non ce n’è bisogno in nome del progresso.

Quanta ignoranza e mancanza d’amore per la memoria e per la storia in quelle parole. La stessa logica della guerra, con la quale si bombardano edifici che poi dovranno essere ricostruiti. Con la differenza che non siamo in guerra.

Propongo quindi, democraticamente, un referendum cittadino sugli edifici che, a suo dire “democraticamente”, il Sindaco è così felice di abbattere, e intanto mi riservo di informare il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della situazione, chiedendo un sopralluogo approfondito alla Sovrintendenza, come prevede per le Architetture che abbiano più di  cinquant’anni, la legge. Aggiungo che io sono intervenuto quando ho saputo, ma probabilmente ha saputo da me della situazione di emergenza la Presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, che con toni diversi, ma identica convinzione, ha esecrato le scelte del Sindaco.

Quanto ai miei toni, sono perfettamente giustificati e certamente meno violenti degli atti di distruzione e di abbattimento che il Sindaco ha in mente di compiere. Se poi i tempi della legge lo vedranno prevalere, avremo perso una testimonianza di civiltà per avere l’espressione di tempi di barbarie esattamente come avvenuto con il “sacco di Palermo” e con tutte le speculazioni edilizie che piacciono tanto al Sindaco di Busca.

Pensavo di essere in Provincia di Cuneo, ma mi sono trovato nella periferie di Palermo.

Vittorio Sgarbi

 

r.g.