Da alcuni giorni circola a Busca una petizione di un gruppo che protesta contro la retromarcia della Soprintendenza al patrimonio Artistico del Piemonte. In merito a questo, Nicolas Ballario, dirigente di Radicali Italiani e già consulente della Soprintendenza al patrimonio artistico di Venezia, tiene a precisare i passaggi che hanno portato all’avvio della procedura di vincolo. "Chiunque ha il diritto di raccogliere firme, e sono felice che finalmente qualcuno si sia fatto vivo nel dire la propria opinione – dice Nicolas ballario -, ma quell’appello contiene alcune gravi scorrettezza formali: la Soprintendenza non ha fatto alcuna retromarcia, ma ha decretato che il complesso Ex Spada Reale merita il riconoscimento dell’interesse storico-artistico valutato nel suo insieme. Insieme che non si sa per quale motivo non era stato mostrato alla Soprintendenza. Mi chiedo perché il Sindaco, sempre così solerte nel brandire le armi in difesa di quel progetto, non si sia posto il dubbio di dover mostrare ai funzionari tutti i locali oggetto di demolizione".
"La Soprintendenza, nel documento trasmesso al Sindaco il 9 novembre scorso con il quale comunica l’avvio del procedimento di dichiarazione d’interesse culturale particolarmente importante del sito, rileva che il complesso rappresenta una significativa testimonianza dell’Architettura locale del XVIII. Smentendo quindi il geometra Giraudo, proprietario dell’immobile in oggetto che a mezzo stampa parlava di architetture di tardo ottocento, e il Sindaco Gosso, che sosteneva addirittura risalisse al XX secolo" afferma Ballario. "Vorrei anche ricordare – conclude Ballario – che io ho chiesto in ogni modo di poter tastare l’opinione dei buschesi, ma il Sindaco ha sempre negato questa possibilità, rifiutando una consultazione pubblica e addirittura un dibattito aperto alla cittadinanza. La questione comunque rimane una e una sola: in quel complesso si trovano elementi che hanno più di trecento anni, ormai è documentato. E l’articolo 10 del codice dei beni Culturali è molto chiaro: non si abbattono architetture di interesse storico per far posto a un condominio. Questa è le legge, tutto il resto non conta".