Attualità - 02 novembre 2017, 16:31

Cuneo, Zonta club del Distretto 30 a scuola di fund raising

Cuneo, ha accolto i club di Piemonte, Liguria, Monaco e Valle d’Aosta per il corso tenuto da Simona Biancu una delle massime esperte della “raccolta fondi” nel mondo no profit

Simona Biancu, consulente di Fund raising a Cuneo. Al Tavolo Iris Musselli, Ivana Sarotto, Leonilta Cussotto

Simona Biancu, consulente di Fund raising a Cuneo. Al Tavolo Iris Musselli, Ivana Sarotto, Leonilta Cussotto

Presente la quasi totalità dei club Zonta del Distretto 30 Area 3 (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Monaco) a Cuneo al Country,  per il corso ”La cultura del fund raising: dalla relazione alla raccolta fondi”.  

Presenti l’Area director Ivana Sarotto e Leonilda Cussotto Service/Foundation Ambassador che hanno sottolineato l’importanza del momento formativo sulla "raccolta  fondi" delle organizzazioni non profit operanti per lo sviluppo delle proprie finalità sociali.

Dopo i saluti e il ringraziamento alle presidenti di Iris Mongiovi Musselli, alla guida del club ospitante, la full immersion nell'argomento con Simona Biancu una delle più qualificate esperte di fund raising e consulente di filantropia strategica, docente universitaria, in corsi specialistici e master, fondatrice della  società Engagedin.net.

Molte le chiarezze portate sull'argomento "fund rainsing" non semplice "raccolta fondi", ma "complesso di attività per la creazione di rapporti interpersonali di interesse tra chi chiede risorse economiche, materiali e umane e chi è potenzialmente disponibile a donarle". L'esperta ha parlato di strategie, piano e cultura del meccanismo che ha come mattoni costitutivi  le relazioni e le persone, prima dei soldi.

La cosiddetta piramide del fund raising si attua infatti su una continua crescita basata sul consolidamento relazionale che porta il donatore da "potenziale ad attuale", da "casuale a stabile", che trasforma una "lista fredda in una lista calda",  una donazione "da costo a investimento", da "solo oggi" a "anche domani" passando dal concetto di beneficenza a quello di reciprocità e interesse, trasformando progressivamente l’informazione che l'associazione no profit trasmette all'esterno in coinvolgimento nell’obbiettivo. 

 

vilma brignone

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