Viabilità - 13 dicembre 2018, 12:02

Targhe romene: la rivolta passa anche per il Piemonte e per la Liguria

Applicando le nuove disposizioni, oltre al pagamento della sanzione di 712 euro, i carabinieri possono provvedere al fermo dei veicoli ai fini della loro confisca, come prevede la normativa, qualora non si sia provveduto ad una sua immatricolazione in Italia o il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre il confine italiano entro 180 giorni dalla data della violazione della legge

Targhe romene: la rivolta passa anche per il Piemonte e per la Liguria

La nuova legge pubblicata in Gazzetta Ufficial e fortemente voluta dalla componente 5 Stelle del governo in carica vieta e punisce chi con escamotage cerca di non rispettare le disposizioni in materia di circolazione stradale, assicurazioni e multe non pagate per violazioni del codice della strada. In altri termini, i romeni che vivono in Italia sono più di un milione e duecento mila persone e sono ovviamente gli stranieri più interessati dal nuovo provvedimento. La stragrande maggioranza dei romeni residenti in Italia utilizza automobili con targhe italiane.

Restano comunque moltissimi che sono residenti in Italia da anni ma hanno conservato ancora le auto con targhe romene e di conseguenza pagano premi assicurativi più economici, non pagano il bollo e più delle volte nemmeno le contravvenzioni italiane. Secondo il nuovo decreto legislativo tutte queste persone hanno a disposizione due mesi per sostituire le targhe romene con quelle italiane e oggettivamente i tempi sono molto corti. La conseguenza di questa nuova legge potrebbe essere un intasamento degli uffici preposti a rilasciare le targhe italiane e il rischio di prendere salatissime multe e il sequestro dei mezzi.

La maggioranza dei romeni che vive in Italia utilizza auto con targhe italiane e non vede di buon occhio i connazionali che hanno conservato le targhe romene e risultano impunibili per la polizia italiana. Sono infatti purtroppo numerosi i romeni che riescono a continuare a viaggiare in Italia con auto targate Romania nonostante il fatto che hanno accumulato decine e decine di multe che continuano a non pagare.

A tutto questo il Governo italiano doveva cercare una risposta da dare a tutti i cittadini italiani e romeni che pagano regolarmente le multe. La soluzione drastica è stata approvata per risolvere sostanzialmente il problema delle sanzioni. Difficilmente infatti queste multe venivano poi pagate dai diretti interessati: per risolvere la situazione, si è quindi deciso di passare al divieto assoluto di targhe straniere per chi da più di due mesi vive in Italia con le conseguenze che tutti conosciamo.

Dai ultimi controlli stradali, è subito emerso come i molti conducenti romeni, sebbene residenti in Italia da oltre 60 giorni come comprovato dai loro documenti, pur avendo importato da tempo i loro veicoli in Italia, continuassero a mantenere la targa straniera sostanzialmente per convenienze economiche.

Applicando le nuove disposizioni, oltre al pagamento della sanzione di 712 euro i carabinieri possono provvedere al fermo dei veicoli ai fini della loro confisca, come prevede la normativa, qualora non si sia provveduto ad una sua immatricolazione in Italia o il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre il confine italiano entro 180 giorni dalla data della violazione della legge.

Multe, proteste annunciate per i prossimi giorni, code alla Motorizzazione, contratti fasulli e vetture riportate in patria, anche mettendole sui camion. E persino un caso internazionale, con una richiesta d’incontro dell’ambasciatore romeno George Bologan al governo italiano. Sono le prime conseguenze della nuova legge fortemente voluta da Di Maio che tenta di risolvere un problema reale in una maniera che potrebbe sembrare quasi una rappresaglia contro gli autisti romeni.

Marian Mocanu

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