Click sulla Psicologia - 19 dicembre 2018, 08:15

Il Natale è una festa... quasi sempre

La psicologa Fiore: "Ciò che succede a tante persone in questo periodo viene chiamato depressione natalizia. E come sempre accade, ogni malessere affonda le sue radici in eventi del passato tristi, traumatici, dolorosi"

Foto di repertorio

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Il Natale si sta avvicinando, le strade sono ricche di luci colorate e le vetrine dei negozi sono addobbate a festa. La gente è più allegra, sorride, c’è proprio aria di festa…… Ma allora perché ci capita di essere tristi? In questo periodo c' è chi riferisce di avere un vero e proprio malessere che fortunatamente scompare qualche giorno dopo le festività.

Ciò che succede a tante persone in questo periodo viene chiamato depressione natalizia. E come sempre accade, ogni malessere affonda le sue radici in eventi del passato tristi, traumatici, dolorosi che a suo tempo non è stato possibile elaborare e che tendono quindi a riproporsi. Perché emergono sentimenti o emozioni apparentemente poco in linea con la gioia del Natale? Cosa c’è che non va nel Natale?

La tristezza natalizia mostra affinità con quella che in psicoanalisi viene definita “reazione da anniversario” ed il primo a parlarne fu Freud spiegando come in alcune ricorrenze della vita possano emergere sentimenti o emozioni apparentemente poco in linea con gli accadimenti del momento, ma invece legati ad eventi del passato complessi o problematici che non è stato possibile elaborare e che tendono a riproporsi.

Il Natale porta a una sorta di obbligo alla felicità a ogni costo, sembra che a Natale si debba per forza essere allegri e gioiosi. Quando ciò non succede, subentra il senso di colpa per la mancanza di gioia perché ci si sente inadeguati rispetto alle nostre e altrui aspettative. Inoltre, oltre al senso di tristezza, in questo periodo si possono presentare disturbi psicosomatici che solitamente spariscono a fine feste.

Ma quali sono i fattori che possono portare alla depressione natalizia? Molti sono i fattori scatenati, alcuni dei quali l' obbligo e difficoltà a stare con la famiglia, l' aumento dello stress a causa dei regali, il pensare allee aspettative da realizzare visto che a fine anno è inevitabile un bilancio, i ricordi spiacevoli che coincidono con il periodo natalizio, la sindrome della sedia vuota, la pressione sociale per i consumi eccessivi, i cambiamenti nella routine quotidiana, il maggiore consumo di denaro..

E dunque, che cosa fare? Gli eventi purtroppo segnano la nostra vita: possono essere positivi o purtroppo meno. Non diamo la colpa al Natale e alla felicità che da essa ne deriva. Occuparsi del proprio malessere, cercando di risolverlo, è importante oltre che utile. Se si vive un momento difficile non ci si può costringere a far finta di nulla, ostentando una felicità e una serenità fittizia. L’importante è non colpevolizzarsi convertendo questa esperienza di disagio in un’opportunità per guardarsi dentro e per conoscersi. Il malessere che sentiamo è un segnale della nostra psiche e ascoltarsi è il primo passo per provare a capire il problema latente, la causa vera del dolore.

Qualche consiglio? Possono essere tanti ma l’unico, quello giusto è dentro di voi e nella capacità di voler reagire. Non dimenticate un piccolo “regalo” da donare solo a se stessi: qualcosa di speciale e desiderato che possa rappresentare un momento di attenzione e affetto verso di sé.

Augurandovi un sereno Natale e buone cose per l' anno nuovo, la rubrica riprenderà il 9 gennaio.

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