Fare finta di niente non è più possibile. E quanto accaduto a Napoli, negli scorsi mesi, è una drammatica prova di quanto la gestione dei rifiuti richieda consapevolezza e responsabilità da parte di tutti, dalla cittadinanza alla classe politica. Si è parlato proprio di questo, ieri sera, in una gremitissima sala B del centro incontri della Provincia. A relazionare su questo, il padre della 'Zero Waste Strategy' in persona, Paul Connet, docente emerito di chimica ambientale presso la St.Lawrence University di New York. Con lui, chiamati a portare il discorso dal generale al particolare, cioé a parlare della provincia di Cuneo, il responsabile del settore rifiuti di Legambiente Piemonte, Michele Bertolino, e l'assessore provinciale all'ambiente Umberto Fino. L'incontro, già preannunciato nel corso dello spettacolo di Beppe Grillo dell'11 gennaio scorso, è stato organizzato dai Grilli Cuneesi assieme a Civica Provincia Granda e Italia dei Valori di Cuneo.
Connet non parla italiano, ma con l'aiuto di Bertolino, che si è prestato a fare da traduttore, il suo messaggio è arrivato forte e chiaro. Dotato anche di un grande carisma, è riuscito a catturare l'attenzione della platea per oltre due ore. Per lui era la prima volta a Cuneo ma la 38esima in Italia, a testimonianza di come il suo messaggio sia sempre più condiviso e attuale. Parte da una domanda: "Cosa succederà quando India, Cina e Indonesia inizieranno a consumare come si fa in America e in Europa?". Nessuno ha il coraggio di rispondere, nemmeno lui. Perché la risposta apre scenari apocalittici. "Siamo una società lineare che vive su un pianeta che funziona in modo circolare - dice - Estrazione, produzione, consumo e rifiuti: questo non funziona. A 16 anni, statisticamente, una persona ha già visto 350.000 spot pubblicitari. Nasciamo programmati per consumare e ci illudiamo che questo ci renda felici. La realtà è che diventiamo solo più grassi e produciamo più immondizie". Connet mostra una slide con l'evoluzione della specie umana: l'ultimo stadio è una persona obesa con una bibita gassata in mano. "Dobbiamo smettere di vivere in un pianeta usa e getta. Non ce ne sono altri". Continua parlando delle discariche e degli inceneritori, sottolineando come non siano sostenibili, nemmeno a livello economico. "Parlare di termovalorizzatori è una mistificazione mediatica -precisa. Gli inceneritori non producono energia, ma la consumano". Gravissimi danni ambientali e per la salute: questo è ciò che le discariche e gli inceneritori provocano. Connet non risparmia un violento attacco all'ex Ministro della Salute e oncologo Prof. Veronesi, criticandolo per le sue affermazioni a favore degli inceneritori. "Quanto ha dichiarato non solo non è scientifico - puntualizza - ma è anche irresponsabile. Dovrebbe chiedere scusa agli italiani".
Continua introducendo la sua strategia, evidenziando come i rifiuti siano un'invenzione umana, perché la natura non ne produce. Parla di qualche esempio virtuoso, delle città nelle quali i suoi metodi stanno trovando applicazione. "Il riciclaggio è un'opportunità per fare soldi e creare posti di lavoro. Dove viene applicato, sta accadendo questo. Non è un'utopia, è realizzabile e conveniente". Riuso, riparazione e de-costruzione: questa la sua ricetta, che altro non è che quello che si faceva non più di vent'anni fa. Se non si può riutilizzare e riciclare, non bisogna produrlo. Ricetta cui non deve mancare l'ingrediente più importante: la responsabilità, che deve essere sia individuale che comunitaria, sia industriale che politica.
Nel finale, intervengono Bertolino di Legambiente e l'assessore Fino. Bertolino dà qualche dato relativo alla provincia di Cuneo, che non è propriamente virtuosa, essendosi 'salvata per un pelo'. Se la legge italiana richiede una percentuale di riciclaggio che sia almeno del 40%, Cuneo ha raggiunto quota 40,6. "Il documento di programmazione per la gestione dei rifiuti della provincia di Cuneo è fermo al 1998. Dieci anni, in questo campo, sono un'enormità -dichiara. "Solo 56 su oltre 250 Comuni della Provincia hanno superato il 40% stabilito dalla legge. Bisogna prendere delle decisioni serie. Non vogliamo l'inceneritore e non vogliamo che la frazione residua, cioé quella parte di rifiuti che non è riciclabile, vada a finire da un'altra parte. Bisogna agire, anche perché nel 2011 la legge italiana prevede che la percentuale di raccolta differenziata salga al 65%. Se continueremo così non ce la faremo". L'assessore Fino prova a difendersi contrattaccando, ma la platea non gradisce e parte qualche contestazione. Fino difende l'operato del suo assessorato, che avrebbe cercato di diffondere la cultura del riciclo e della raccolta differenziata in ogni modo. Dichiara inoltre che in provincia di Cuneo non ci sarà nessun termovalorizzatore. Almeno fino al termine del suo mandato, che è prossimo alla scadenza. Dopodiché la 'palla dei rifiuti' potrebbe passare a qualcun altro. E intanto, Cuneo potrebbe fallire gli obiettivi del 2011. Il che equivarrebbe ad una sconfitta di tutti.
Nella foto principale, Paul Connet. Nelle foto allegate, momenti della conferenza




