Politica - 14 marzo 2010, 11:10

Cherasco con Calderoli e Gancia per la candidatura Gregorio

Cherasco con Calderoli e Gancia per la candidatura Gregorio

Nell’unica tappa cuneese di questa campagna elettorale il ministro della Semplificazione Normativa Roberto Calderoli non ha deluso le attese. Ieri sera il teatro Salomone di Cherasco non ha tardato a riempirsi in attesa del suo arrivo. La serata era però il lancio vero, praticamente in casa, della campagna elettorale del narzolese Federico Gregorio, assessore provinciale e aspirante consigliere regionale. Infatti Gregorio che dal palco dice di essere molto emozionato, si sdoppia: candidato e presentatore. È lui che introduce gli ospiti e, tra un intervento e l’altro, ricorda di essere in corsa per Palazzo Lascaris così come rivendica con orgoglio il suo ruolo in provincia e quello della giunta a partire ovviamente dalla presidente Gianna Gancia.

 

Mentre la serata è appena iniziata arriva in sala Roberto Calderoli con al fianco Gianna Gancia. Il ministro nella solita tenuta, jeans, giacca e cravatta verde, indossa un bel giubbotto in pelle marrone dono di Giulio Tremonti. Appare un po’ stanco, ma si apprende dopo che per tutto il giorno è stato impegnato per la campagna elettorale e non solo per il Piemonte.

 

Apre la serata il sindaco della Città della Pace Claudio Bogetti e subito dopo Stefano Isaia, segretario provinciale del Carroccio, invita i presenti a votare Lega e dice: “Questa è la madre di tutte le battaglie”. Poi c’è il saluto di Giorgio Bergesio che ricorda “i tanti volti nuovi presenti in Lega”, infatti sale sul palco anche un giovane ‘Padano’ di Fossano poi prende il microfono Gianna Gancia introdotta dal candidato-moderatore della serata Federico Gregorio.

Fortunatamente – dice la presidente – questa non è più la mia campagna elettorale. La vivo intensamente lo stesso, ma con meno phatos. Sono sempre più convinta che solo la Lega può risolvere i problemi del Paese”. Poi l’annuncio: “Da cuneesi siamo davvero stufi di chiedere l’elemosina, vedrete che dopo le elezioni partiremo lancia in resta per portare avanti il progetto di Cuneo provincia autonoma”.

 

Michelino Davico apre il suo intervento con un regalo al ministro Calderoli. Una bella confezione con tanto di fiocco. Il sottosegretario parla e Calderoli scarta. La gente si interroga: cosa sarà mai? Il sottosegretario all’Interno ricorda i successi del Governo, la complessità di gestire una provincia come quella di Cuneo che ha più comuni della Toscana ed è più estesa della Liguria e poi dice: “Noi siamo la gente del fare. Non siamo quelli che arrivano qui solo in campagna elettorale o come quelli che promettono ponti dove non ci sono i fiumi! Mi raccomando, nemmeno un voto deve prendere l’Udc che per il miraggio delle poltrone ha saltato il fosso e va con la Bresso. Che vergogna!”.

 

Infine un’ovazione saluta Calderoli mentre dal palco raggiunge il microfono. Ha in mano il ‘regalo’ di Davico. Dice: “Solo a uno come Michelino poteva venire in mente di regalarmi uno zoccolo di mulo. Si proprio uno zoccolo di mulo, chissà dove lo avrà trovato. Martedì lo faro vedere a Bossi, Berlusconi magari anche a Bersani e dirò loro: io che apprezzo ogni cosa che si mangia in provincia di Cuneo il nostro senatore mi regala uno zoccolo di mulo!”. Poi per un’ora filata, interrotto da numerosi applausi, Calderoli che è il più amato dalla base leghista naturalmente dopo Umberto Bossi, parla di tutto: di politica, di burocrazia, di Nord e di Sud, del colore viola scelto da Di Pietro che “porta una sfiga pazzesca”. Dice: “Se Michelino con il suo regalo voleva dire che sono testardo come un mulo ha ragione: non avete idea di quanta forza e quanta caparbietà serva per mandare a mare le migliaia di leggi inutili che gravano sul Paese. Ma stiamo davvero rivoluzionando la macchina statale”. Sulle elezioni e sulle liste non ammesse: “Pensate che bello: non si parla di politica, ma di sospensiva del ricorso e poi del nuovo ricorso e dell’altra sospensiva. Ma siamo matti? Poi è vero che non tutto è come ci è stato raccontato, ma se anche il Pdl presentava le liste il venerdì come abbiamo fatto noi e i funzionari mangiavano qualche panino di meno magari…”. Ce n’è anche per le trasmissioni Anno Zero e Ballarò e per il fatto del giorno, ovvero l’inchiesta di Trani. “Chissà che novità scoprire che quelle trasmissioni non ci piacciono. Ma io l’ho sempre detto a Berlusconi: facciamone tante altre, mandiamoli in onda tutti i giorni ci portano solo voti. Adesso spuntano anche le intercettazioni di Berlusocni che parla con Minzolini… Che roba, che scoop!”.

E via così, passando per gli sprechi di troppe regioni amministrate dalla sinistra. In chiusura: “Tiriamo fuori le palle, diamoci da fare e mandiamoli tutti a casa. A cominciare da questa qui che si chiama Mercedes. Ma si può chiamare così un bambina? Cerchiamo di capirla, magari il padre voleva comprare un’auto e si è trovato la piccola e allora vai con Mercedes anche se gli è arrivata un’Ape Piaggio”.

 

Poco prima della mezzanotte la sala si svuota. Il ministro esce dalla porta laterale del Teatro e raggiunge l’ingresso. Si ferma a parlare con quanti gli si avvicinano mentre tira lunghe boccate dalla sigaretta. Strette di mano e abbracci. Federico Gregorio è contento: la sua terra di Langa ha dimostrato di essergli vicina, riempiendo un sabato sera il bel teatro Salomone di una delle città più belle di questo straordinario lembo di terra cuneese.

 

 

Gi. Fe.

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