Ha avuto inizio la settimana scorsa il €progetto rugby€ alla scuola dell€infanzia €A.T.Galimberti€: per dieci incontri, della durata di 1 ora ciascuno, i bambini di quattro e cinque anni proveranno a giocare a questo gioco con la palla. Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione ed alla disponibilità di alcuni allenatori del €CuneoPedona Rugby€, che si sono impegnati a seguire e guidare i bambini in questa nuova esperienza ludico-motoria.
Ma perché proprio il rugby?
Nell€immaginario collettivo, il rugby è visto come un gioco violento, in cui il contatto fisico è il pretesto per scambiarsi colpi proibiti. In realtà, nel gioco del rugby non c€è violenza, ma il contatto fisico è elaborato attraverso la conoscenza e il controllo del proprio corpo e mediato da una forte dose di autodisciplina. Per i bambini di quattro e cinque anni, che stano imparando a conoscere le caratteristiche e le potenzialità del proprio corpo, questo tipo di sport si colloca in modo adeguato a rispondere ai loro bisogni. Il gioco, perché tale è, aiuta il bambino nello sviluppo di attività di diverso tipo: cognitivo, emotivo, affettivo, sociale e relazionale. Il bambino che gioca a rugby deve pensare prima di agire, mette alla prova le sue abilità, ricerca strategie, sperimenta l€approvazione dei compagni e cresce nel movimento e nel comportamento.
I bambini, durante il percorso di avvicinamento al rugby, eseguiranno giochi con la palla (ovale e quindi nuova), giochi di collaborazione, di passaggio, di abilità motorie e di educazione alle regole. Durante gli incontri, ogni bambino indosserà una maglietta creata per l€occasione e che diverrà divisa sportiva per i bambini della scuola. Il CuneoPedona Rugby, attraverso la voce dei suoi tecnici, si è detto entusiasta di questa iniziativa, che consente di far conoscere la palla ovale anche tra i più piccoli, diffondendo le qualità educative di questo sport.





