- 13 maggio 2010, 11:26

Saluzzo: il maggio musicale si apre alla Cattedrale

Saluzzo: il maggio musicale si apre alla Cattedrale

Sarà una questione di affinità elettive: Mozart è ancora una volta uno dei protagonisti del Maggio Musicale, a cura dell’Accademia Filarmonica di Saluzzo. Il primo dei tre appuntamenti è, infatti, in programma questa sera, giovedì 13 maggio alle 21, nella chiesa Cattedrale di Saluzzo: Grande Messa in Do minore KV 427.

 

"Ho fatto la promessa dal più profondo del cuore e spero di riuscire a mantenerla. Quando l’ho fatta, non avevo ancora sposato mia moglie; tuttavia, essendo assolutamente deciso a sposarla non appena si fosse rimessa, per me fu facile farla, ma, come lei ben sa, il tempo e altre circostanze hanno reso impossibile il nostro viaggio. La partitura di metà di una messa, ancora in attesa di essere terminata, è la prova che la mia promessa era sincera". Nel passo citato dalla lettera del 3 gennaio 1783, Wolfang si giustifica con il padre, che reclamava da tempo una sua visita a Saliburgo. Sono gli anni intessuti di speranze e fallimenti legati ai tentativi dei Mozart di riunire le due famiglie, quella di origine e quella di nuova costituzione nata dopo il matrimonio con Constanze, legame che era stato osteggiato fin dal suo inizio dal padre di Mozart. 'La partitura di metà di una messa' citata è quella della Grande Messa in Do minore, un’opera che si rivela territorio di ricerca e attestazione del continuo fermento delle proprie idee musicali, ma anche e soprattutto amorevole dono per la propria moglie, come ringraziamento a seguito della nascita del primo figlio. Iniziata sul finire del 1782, venne eseguita il 26 ottobre 1783 nella Chiesa di San Pietro a Vienna e vide impegnata la stessa Constanze come solista. La composizione sfugge alle imposizioni restrittive proprie dello stile della musica sacra della Vienna di Giuseppe II, presentandosi più lunga dei quarantacinque minuti nei quali solitamente il compositore doveva stare e ornata inoltre di fioriture e di assolo di bravura, elementi giudicati non consoni alla liturgia. Si tratta di un’opera con caratteri differenti, segno di fede sincero e definitivo e che è al contempo omaggio familiare e sfida alle convenzioni, agli stili e alle regole del proprio tempo, talmente compiuta da giungere fino a noi con immutata energia.

C. S.

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