E’ per ora ricco di ‘se’ l’iter che precede l’avvio dei lavori della nuova piscina comunale di Cuneo. In questi giorni un’apposita commissione esaminatrice sta valutando i requisiti dell’unico soggetto partecipante alla gara d’appalto indetta dal Comune, il raggruppamento di imprese capeggiato dalla Barberis Aldo spa di Alba e formato da Cuneo Ingegneria, Fapa Engineering, Tre Erre Ingegneria, San Progetto e Pool Events srl. Il 4 di giugno il concorrente ha manifestato la sua volontà a partecipare al bando di gara e, come previsto, ha in seguito consegnato la documentazione necessaria. Nella primissima fase, in sostanza, le imprese devono ‘presentarsi’, certificando le loro competenze e caratteristiche. Nel giro di una decina di giorni la Commissione dovrebbe emettere il primo verdetto sulle effettive capacità dei proponenti. Nel caso fosse positivo si passerà alla seconda fase con l’apertura delle buste contenenti l’offerta economica e gestionale. Se anche questo passaggio darà esito favorevole, con proposte congrue rispetto alle richieste del documento messo a punto dagli uffici comunali, si potrà procedere con l’iter progettuale e l’inizio dei lavori. Nel caso invece la Commissione avesse qualcosa da eccepire sulle proposte e le credenziali del pool di imprese, si aprirebbe una fase d’incertezza dai contorni, allo stato attuale, difficilmente immaginabili. “La fase in cui ci troviamo in questi giorni è sicuramente la più delicata e da essa dipende il quadro dei prossimi mesi – spiega l’assessore allo Sport Valter Fantino –. Da una parte la presenza di una sola offerta renderà le procedure di esame più rapide. Dall’altra, evidentemente, nel caso i requisiti del bando non venissero rispettati, dovremmo avviare una serie di ragionamenti sulla suo rimodulazione ed anche sulla concessione di una proroga all’attuale gestore (in scadenza il 30 settembre 2010 ndr)”. Quello della nuova piscina comunale infatti è un appalto integrato in cui il costruttore deve essere anche in grado di gestire l’impianto.
Di fatto, in un paese in cui sono innumerevoli gli esempi di opere pubbliche cominciate e poi lasciate a metà per la mancanza di fondi, sempre con tutti condizionali del caso, la nuova piscina di Cuneo potrebbe rappresentare un caso più unico che raro di cantiere fornito di tutta la copertura finanziaria necessaria, ma impossibilitato a partire per mancanza di imprenditori interessati. I 9 milioni di euro previsti per la ristrutturazione di ciò che rimarrà dell’attuale impianto, la costruzione della nuova vasca coperta da 51,5 metri e delle vasca fisioterapica sono già stati messi a disposizione da Fondazione CRC, Regione, Comune di Cuneo ed Aso Santa Croce e Carle. Nonostante diverse richieste di informazione pervenute agli uffici comunali, lo stanziamento milionario non ha però solleticato più di tanto l’interesse dei costruttori. Tra i motivi c’è forse la clausola che assegna al vincitore la gestione della nuova piscina per 30 anni, un lasso di tempo giudicato troppo impegnativo da alcuni imprenditori. Prevedendo tempi duri per le casse comunali, il bando va poi nella direzione dell’indipendenza economica della piscina, chiedendo al futuro gestore di raggiungere l’equilibrio finanziario senza contributi ed erogazioni di fondi pubblici. La somma stanziata, sebbene notevole, per molti costruttori non sarebbe ancora adeguata ad assicurare un adeguato ritorno economico in un’opera tanto grande e complessa. Fattori che si sommano ad una congiuntura economica sfavorevole in cui, evidentemente, i segnali di ripresa sono ancora troppo deboli per convincere molte aziende ad imbarcarsi in un simile investimeno.




