Pare essersi definitivamente chiuso il tempo della speranza, del 'sogno' di mantenere in vita il Cottolengo a Mondovì. Si spengono gli ultimi riflettori sulla struttura sorta ad inizio Novecento a Carassone. Il Cottolengo monregalese nacque grazie alla spinta dell’allora vescovo Giovanni Battista Ressia, che lo definì appunto un 'sogno', una 'sorgente di vita ed operosità' dove 'il ricco ed il povero si abbracciano e vanno al cielo': si iniziò a costruirlo nel 1899, e – anche con l’aiuto di tanti volontari, che nella storia del Cottolengo di Mondovì non sono mai mancati – si conclusero i lavori nel 1901, fino all’inaugurazione ufficiale del 18 novembre 1902. Una storia ricca di umanità, solidarietà, ricca di.. storie, di tanti ospiti che hanno ricevuto conforto dal Cottolengo, di religiose, volontari: una storia in cui la Piccola Casa ha dato molto a Mondovì, ma che molto ha anche ricevuto. Una storia che finisce ufficialmente mercoledì 30 giugno, giorno in cui viene decretata la chiusura ufficiale della struttura; gli ultimi due ospiti hanno trovato un altro posto tra martedì e mercoledì; dieci i dipendenti che hanno atteso fino all’ultimo un miracolo che non si è verificato, che troveranno ricollocazione nelle prossime settimane come già hanno fatto altri colleghi, nelle settimane scorse; otto le suore rimaste, che si occuperanno della sistemazione della struttura e continueranno a vivere a Mondovì fino a nuovo ordine.
La direzione centrale del Cottolengo decise a suo tempo per la chiusura con uno scarno comunicato inviato ai giornali; a nulla sono valse tante prese di posizione, riunioni, dimostrazioni, proposte ed alternative alla chiusura messe in campo da persone di buona volontà. In questi mesi la struttura si è svuotata degli ospiti ancora presenti, fino alla chiusura ufficiale. Mondovì perde un pezzo di cuore, una parte importante della sua storia e della sua memoria. Al di là del profondo legame affettivo tra la città e il Cottolengo, Mondovì perde anche una struttura assistenziale di grandissimo valore, al momento non rimpiazzata. La Piccola Casa carassonese rimarrà mestamente vuota, chissà per quanto tempo. Un epilogo amaro, che mai avremmo voluto scrivere per una storia così bella e significativa per la nostra città.





