"La Comunità montana Valli Grana e Maira, con la gestione della centralina idroelettrica di Acceglio da parte della Maira Spa, società controllata dalla Comunità montana, è uno dei modelli più innovativi e importanti per il Piemonte". Così il presidente nazionale dell’Uncem Enrico Borghi che sabato 26 giugno, accompagnato dal presidente dell’Uncem Piemonte Lido Riba e dal presidente della Comunità montana Roberto Colombero, ha visitato la centralina idroelettrica Frere2 ad Acceglio. Questo il secondo atto del 'Diga Day', iniziato sabato mattina ad Entracque, in cui la montagna piemontese ha detto no all’esproprio delle risorse della montagna, a partire dall’acqua, senza un adeguato compenso per il territorio, per i Comuni e le Comunità montane. In vista della scadenza di numerose concessioni idroelettriche nei prossimi due anni, l’Uncem ha lanciato due proposte al Governo, che potrebbero garantire entrate certe per gli enti locali a fronte di un taglio netto dei trasferimenti statali. “Abbiamo chiesto – prosegue Borghi – di permettere ai Comuni e alle Comunità di poter partecipare alle gare per le rassegnazioni delle concessioni idroelettriche. Oppure, come è successo qui ad Acceglio, di diventare i soggetti protagonisti nella realizzazione di nuovi impianti, sostenibili e adeguati al territorio, che producono energia da mettere a disposizione dell’intera collettività, ma altresì partecipano con una parte degli utili allo sviluppo socio economico del territorio montano”.
Ad Acceglio, la Comunità montana Valli Grana e Maira, oggi guidata da Roberto Colombero, controlla la società 'Maira Spa' che nel 2006 ha attivato la centralina idroelettrica Frere 2. Tremila chilowatt di potenza massima erogabile (1.655 in media), un salto dalla captazione verso la centrale (inserita perfettamente nell’ambiente alpino) di 368 metri, per 11 gigawatt di energia prodotta in un anno. Un perfetto esempio di legame tra ente pubblico e una società privata, in questo caso Hydrodata, per la gestione delle risorse del territorio, valorizzandole e permettendo a Comuni e Comunità montane un adeguato ritorno economico. “Contiamo di poter riprodurre il modello Frere2 in altre zone della Comunità montana – spiega Colombero –. Quello di Acceglio – gli fa eco Lido Riba – è un ottimo modello di sviluppo del territorio. L’acqua è di tutti, ma la forza di gravità è della montagna. Nessuno può metterlo in dubbio. Dunque è giusto che la Comunità montana e i Comuni creino gli strumenti per poter gestire la risorsa. La montagna non vuole mettere le mani nelle tasche dello Stato. Ci sono stati tagliati i trasferimenti, ma ora è necessario che vengano garantire le condizioni per una nuova gestione delle risorse naturali, su cui i grandi player internazionali, hanno puntato da anni gli occhi. Non possiamo più accettare che i loro interessi economici vadano a ledere il nostro diritto allo sviluppo. Ecco il motivo del Diga Day di Entracque, della visita del presidente Borghi ad Acceglio e dell’intera mobilitazione della montagna italiana, che prosegue martedì 13 luglio, con la discesa in piazza di amministratori e popolazione delle terre alte, davanti alle Prefetture di tutte le città italiane".





