Una gremita Chiesa di San Domenico di Alba ha accolto sabato 25 settembre Vittorino Andreoli. Lo psichiatra e scrittore ha presentato al pubblico il suo ultimo libro fresco di stampa “Preti di carta. Storie di santi ed eretici, asceti e libertini, esorcisti e guaritori”, (Edizioni Piemme), in libreria dal 21 settembre scorso. Durante l’incontro organizzato da “Collisioni”, un divertente dialogo inframmezzato da qualche battuta in dialetto veronese tra lo psichiatra e Don Antonio Rizzolo conterraneo di Andreoli.
Il direttore del settimanale Gazzetta D’Alba presenta al pubblico il libro, dove Andreoli ripercorre un viaggio letterario dal Cinquecento ai giorni nostri con i preti protagonisti. Don Abbondio, don Camillo ma anche don Primo Mazzolari. “Non è il primo libro che Andreoli dedica ai preti - dice Don Rizzolo - Andreoli ha curato una rubrica dedicata ai preti anche sul quotidiano cattolico 'Avvenire'”, ricorda il direttore di Gazzetta D’Alba prima di chiedere all’autore perché è affascinato dalla figura del prete. Lo psichiatra spiega: “Mi sono occupato di matti, persone che soffrono e che ci mettono in crisi, di tossicodipendenti, di assassini, ho avvicinato persone al limite con l’umanità. Oggi provo interesse per il prete perché è un prete in crisi, rotto, sofferente. E’ una figura sola, in difficoltà. Una figura controcorrente. Mentre tutti guardano il corpo, lui deve pensare all’anima. Quando affronta una crisi, è una crisi grossa e nella solitudine ci può essere una crisi d’identità. Ho grande rispetto per il prete come per la persona che ha ucciso. Questo mi ha portato a parlare del prete. I vescovi vorrebbero che i preti fossero santi, io vorrei che stessero bene”.
Dopo aver espresso il suo accordo sull’affermazione relativa al “prete rotto”, Don Antonio Rizzolo chiede una terapia per il sacerdote. Lo psichiatra risponde: “In passato il prete giudicava mentre lo psichiatra era lo specchio. Attualmente la psicanalisi è in crisi, dominano i farmaci. Forse è tempo di proporre una confessione diversa. Le persone hanno bisogno di riferimenti. Bisogna riportare il dialogo altrimenti fra poco ci si confessa su internet”.
Successivamente Andreoli affronta anche la questione preti, sesso e abusi. Secondo lo psichiatra eliminare l’obbligo del celibato per i preti non è la soluzione. “La sessualità – dice - è una pulsione (non è una scelta) che ti porta a …”. Tanto è vero che il 75% di lui o lei è infedele. Perciò, per Andreoli, “i pedofili vanno giudicati e contemporaneamente curati”.







