In mostra i particolari lavori della giovane cuneese, che proviene dal mondo della moda milanese, e che si esprime tramite una rivisitazione dei grandi del '900 per mezzo di una tenica a puzzle accattivante, coloratissima e particolarmente impegnativa in ordine ai metodi di esecuzione. Sarah Tedeschi è approdata alla pittura attraverso una continua ricerca basata sull'osservazione dei grandi maestri del '900. Le sue opere recenti, connotate da soggetti sempre decisi e coinvolgenti ripresi da Balla, Kostaby, Veronesi ed altri personaggi che hanno fatto la storia dell'Arte del secolo scorso, sono intrise di una nuova visione pittorica mutuata dalla Pop in cui l'innesto di elementi a tassello rimanda a situazioni dove la realtà, già trasfigurata, diventa dormiveglia dei sensi e sublime omaggio ai grandi visitatori di un mondo sovrasensibile.
Il fruitore, davanti alle sue opere, come in un magico rebus, è chiamato a collegare i singoli elementi oggettivi per approdare ai famosi lavori dei maestri del passato e ad interpretazioni personali del tutto soggettive. Pittrice e scultrice la Tedeschi usa i materiali della prassi secolare declinandoli secondo una sensibilità nuova e raffinata nelle preziose texture che assemblano i contorni del colore e delle figure per trasformarli in materia onirica, nuova ma sempre evocativa. Si tratta, di una sorta di lettura fra le pagine del passato, di ombre che affiorano tra luce diffusa e oscurità, di forme, linguaggi e segni, emozioni o ricordi in cui si tramuta la realtà,sedimentati sul fondo dell'anima in attesa di questo linguaggio contemporaneo,capace di raccontare la complessità del presente.
Il risultato è una ricca soluzione composta da micro e macrostrutture e preziosità ed è spesso più importante del soggetto che sembra sospeso in questo contesto sognato. L'assoluta novità del linguaggio di questa giovane “compositrice” contemporanea si esprime così in segni di arcaica semplicità, ma con una pluralità di significati che crea quasi un imbarazzo percettivo. Questi segni, mentre gettano la loro ombra sui corpi e sulle cose sostanziandoli, negano il concetto di spazio. E talvolta accentuano i volumi o li negano costringendo a una rilettura dell'immagine che è un modo muovo di raccontare la pitto-scultura con grande piacevolezza per l'osservatore.
Orari: da martedì a domenica 10/21 – chiuso il lunedì




