Si è conclusa domenica 17 ottobre la mostra concorso “Identità”, in programma al Movicentro di Bra. Centinaia di persone hanno visitato, nelle tre settimane di esposizione, le opere dei 18 artisti emergenti del territorio piemontese selezionati per la seconda edizione dell’evento, in un coinvolgente percorso che ha riunito diverse espressioni della creatività, partendo dalla pittura e dal disegno per arrivare alla scultura, alle opere multimediali e alle installazioni. Alla presenza dell’assessore comunale alla Cultura Biagio Conterno, al responsabile dell’Ufficio Turismo e Manifestazioni Giuseppe Manassero e al curatore della mostra Mirko Briguglio sono stati proclamati i vincitori dell’edizione 2010. Serietà e tecnica, idea e originalità, presentazione, interdisciplinarietà, materiali utilizzati e integrazione con lo spazio sono stati i parametri che hanno portato la giuria – composta da professionisti del mondo dell’arte, della comunicazione e dell’organizzazione di eventi culturali – a decretare i primi tre artisti classificati, a cui si aggiunge una menzione speciale.
Il primo premio (500 euro) va a Irma Lanza, artista e insegnante 33enne residente a Bene Vagienna. Le tre opere presentate dalla vincitrice (“Stato Avanzato”, tecnica mista su tela; “Essere in alienazione”, tecnica mista su cartoncino, spago, legno; “Avvolti nell’acqua”, acquerello, spago, cotone, legno) rappresentano più categorie: disegno, pittura, scultura e installazione. La qualità, la tecnica, l’idea alla base del progetto e l’integrazione con gli spazi del Movicentro hanno contribuito alla premiazione di Irma Lanza che, in merito alle sue creazioni, parla di “studi e lavori intimistici e diaristici, che racchiudono al ritmo romantico della tecnica stessa, un attimo di calma e di rispetto, una confidenza personale, un desiderio a ricondurre i sentimenti e le analisi alla propria vita privata”.
Riccardo Muroni, residente a Torino e attualmente iscritto alla Facoltà di Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione, è il secondo artista classificato. La sua opera – un progetto composto da tre distinti lavori, dal titolo-equazione “Società : Arte = Artista : X” – tocca il campo della scultura, dell’installazione delle nuove tecnologie. “Le tre opere – spiega Riccardo Muroni - sono molto diverse tra loro e, indipendentemente dal significato intimo per cui sono state create, vivono a se stanti in tre differenti sfere del modus operandi del fare arte. La sfida è osservare la stessa problematica da tre punti di vista differenti e molto distanti tra loro: come si pone l’identità dell’artista all’interno dell’arte contemporanea? Attraverso il segno, l’oggetto o l’essere? “.
Ad aggiudicarsi il terzo premio è Cristiano Bologna, 38enne di Carmagnola, disc jockey e staff presso un locale braidese. L’opera di Cristiano – “Arte Invaso” – è un’installazione multisensoriale che lega l’espressione artistica alla poesia, in una suggestione visiva e uditiva in cui trovano spazio assiomi universali (“Amo dunque illumino”), curiose relazioni d’amore (“La regina del gioco. Da Indispensabile / a Inesistente / in una sola mossa”) e pensieri in versi (“Sarà bello dopo. Addobbato con i colori che preferisci / appassionato di ciò che più ti piace: / non ora. / Essere strategico per farmi amare / sarebbe strumento / non sentimento).
Menzione speciale per Sandra Ansaldi, artista e medico specialista in psichiatria. La Ansaldi, nata a Mondovì, oggi vive e lavora tra Torino e Parigi e si distingue per uno stile informale e astratto. Nelle sue creazioni esposte al Movicentro (“Citoplasma collettivo I”, “Citoplasma collettivo II” e “Bacio Aurorale”) emerge con forza il concetto di identità, attraverso le teorie sociologiche sul tema, ma anche quelle psicoanalitiche di Carl Gustav Jung, secondo cui l'inconscio alla nascita conterrebbe anche delle informazioni innate, trasmesse in modo ereditario in virtù dell'appartenenza dell'individuo ad una collettività: quello che viene chiamato “inconscio collettivo”. “Ho cercato di rappresentare nelle mie opere questo magma emotivo che accomuna il genere umano – spiega l’artista -, questo bagaglio di informazioni universali, impersonali, innate ed ereditarie”. Il risultato è un lavoro introspettivo e intimo, ma che sa trasmettere a chi osserva una meravigliosa sensazione di armonia e di fluidità.
I tre vincitori, unitamente alla menzione speciale, avranno l’occasione di allestire a Bra - il prossimo anno - una propria mostra: quattro personali che diventano una collettiva, in cui ogni singola “identità” dialoga con quella degli altri artisti e con la struttura del Movicentro, in un processo di scambio e stimolo che vuole essere presupposto per le prossime edizioni del concorso, evento ormai consolidato nel panorama delle iniziative culturali cittadine.




