Gentile direttore,
la polemica sul simbolo del cosiddetto sole delle Alpi (che poi sarebbe una riduzione del cosiddetto Fiore della Vita) ai piedi del Monumento ai Buoi in quel di Carrù, vede confrontarsi la posizione di chi ne richiama la storicità (esso è presente, per citare un esempio eclatante, nei fregi della millenaria Abbazia di Staffarda) e chi ne contesta la storicità e l'appartenenza invece ad un insieme di manipolazioni della storia ad uso di una forza politica.
I dati su cui non si può discutere sono che un simbolo, certo antico, è stato adottato quale distintivo di partito da una forza politica. Ragione per cui, ogni qualvolta è un'amministrazione retta da quella forza politica a usare quel simbolo, si può logicamente pensare non alla innocente valorizzazione di un simbolo storico, ma all'esaltazione della propria idea di partito e di politica. Se così non fosse, dovremmo pensare che la svastica (simbolo ancora più antico del cosiddetto Sole delle Alpi) sia stata largamente usata dai nazisti per valorizzare la storia e la cultura indiane, che da millenni ricorrono a quel segno nell'iconografia e nelle decorazioni o che il fascio littorio sia stato per oltre vent'anni un ubiquo quanto neutro richiamo ai fasti della Roma imperiale.
Ecco proprio quest'ultimo esempio fornisce l'esatta chiave di lettura: i fasci (simbolo del potere civile e militare del magistrato romano) ornano abitualmente i monumenti e persino i francobolli della Repubblica Francese, che non ha conosciuto fascismi, mentre sono banditi dall'iconografia e dalle decorazioni in Italia, perché ne rievocano il più prossimo passato dittatoriale, a scapito del più antico retaggio. La questione non è dunque sulla storicità del simbolo, ma su chi ne fa un uso e per quale scopo.
Ed è su questo che dovrebbero riflettere gli amministratori, che hanno il dovere di rappresentare tutti e che, per incuria, per rivalsa o per blandire chi oggi gestisce il potere, indulgono all'uso di un simbolo che non è più storico, ma è diventato attuale, politico e partitico. Cioè, etimologicamente, di parte. Cordiali saluti.
Michele A. Fino Presidente della Fondazione Amleto Bertoni





