Politica - 16 novembre 2010, 22:30

Negro: "Apprezzamento per l'applicazione delle 194"

"Su di essa si è scatenato un ingiustificato dibattito"

Giovanni Negro

Giovanni Negro

Riceviamo e pubblichiamo:

L’iniziativa della Giunta regionale riguardante il nuovo Protocollo previsto per le ASL in applicazione della legge 194 ha da parte nostra apprezzamento e condivisione perché va nella direzione di una piena attuazione della legge stessa. Mi spiace che su di essa si sia scatenato un ingiustificato dibattito. Le polemiche che si sono sollevate in questi giorni sembrano voler rinfocolare il clima ideologico di contrapposizione risalente agli anni di approvazione della 194, dove da parte dei fautori della legge sull’aborto vigeva sovrana solamente la concezione categorica dell’autodeterminazione della donna e la negazione di qualsiasi opzione ‘vitale’ per quel ‘piccolo ammasso di carne contenuto nel ventre della madre’.

Chi ha vissuto quei tempi non può fingere ora di non ricordarne la genesi, il clima culturale e sociale all’interno del quale si discusse. A distanza di più di trent’anni, è scientificamente provato che la vita nasce sin dal concepimento e che quell’ ‘ammasso di carne’ altro non è se non un essere vivente, uomo o donna, dotato di cuore e cervello. Oggi il contesto sociale e culturale è radicalmente cambiato ed anche autorevoli voci laiche si sono levate per difendere, fin tanto che sia possibile, una vita nascente. Risulta pertanto culturalmente errata la posizione di quanti, sia da una parte che dall’altra, vogliono riproporre uno scontro tra cattolici e laici su temi etici così delicati.

Con la stessa convinzione condanno fermamente ogni azione che non ho pudore a definire estremista e ideologicamente violenta,  portata avanti da chi dovrebbe anzitutto avere a cuore le donne stesse, per le quali l’interruzione di gravidanza rappresenta comunque una ferita e provoca una sofferenza difficilmente arginabile. Ritengo però che l’iniziativa della Giunta regionale agisca specificatamente all’interno della legge 194 laddove dà attuazione puntuale al capoverso d) dell’articolo 2 che testualmente recita: “I consultori familiari … assistono la donna in gravidanza: (…) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza. I consultori (…) possono avvalersi della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni di volontariato, che possono anche aiutare la maternità dopo la nascita”.  Partendo dalla considerazione condivisa che l’aborto è un dramma per la donna ed una sconfitta per la comunità umana intera, ritengo e ribadisco che ogni azione, ogni iniziativa a supporto delle donne in difficoltà debba essere valutato in modo  ponderato e positivo.

Diversamente, alimentiamo solamente polemiche e contrapposizioni dannose anzitutto alle donne, dipingendo in modo distorto una realtà che rischia di creare uno scontro non tra laici e cattolici ma tra i diritti della donna, acquisiti per legge, contro i diritti del feto acquisiti non per fede ma per motivi di ordine biologico, morale e civile.

Giovanni Negro, Presidente gruppo consiliare UDC Piemonte

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