Attualità - 04 dicembre 2010, 14:00

Cuneo città accessibile? Solo in Italia. Città del Belpaese troppo lontane dagli standard europei

L'amarezza dell'assessore Ambrosino: "Rispetto all'Europa, siamo anni luce indietro"

Corso Nizza a Cuneo

Corso Nizza a Cuneo

 

 

Niente da fare per Cuneo. Arrivata terza in Italia come "città accessibile", alle spalle di Parma e Reggio Emilia, a livello europeo è rimasta impietosamente fuori dai primi posti della classifica, così come lo sono rimaste le altre due città italiane prime della classe. E questo perché l'Italia è ancora ben lontana dai parametri e dagli standard europei di accessibilità rispetto a città come, per esempio, Barcellona, una di quelle premiate a Bruxelles in occasione della Giornata europea delle persone con disabilità, svoltasi il 3 dicembre. Il primo premio assoluto di questo nuovo riconoscimento europeo per le città a misura di disabili è andato ad un'altra città spagnola, Avila, famosa per le sue mura medievali. Riconoscimenti anche per la città della Sagrada Familia, come già detto, per la tedesca Colonia e per la finlandese Turku.

Ma cosa si intende per "Access City"? Niente di più che la possibilità per i disabili di accedere, alla pari degli altri, all'ambiente fisico, ai trasporti, alle tecnologie e ai sistemi informatici e di comunicazione, nonché ad altri servizi e strutture delle città. Migliorare l’accessibilità per i disabili è una delle azioni chiave della strategia europea in materia di disabilità 2010-2020, adottata nel novembre del 2010. Le città italiane, quindi, sono ben lontane dall'aver adottato il massimo impegno nel migliorare la propria accessibilità. Nessuno stupore, comunque.

A metà ottobre scorso c'era stata la grande soddisfazione dell'assessore alle Politiche Sociali Erio Ambrosino per il terzo posto raggiunto in Italia, piazzamento prestigioso ottenuto in un confronto tra ben 66 città oltre i 50mila abitanti. Un riconoscimento del lavoro svolto, arrivato dopo quello ottenuto nel 2001, quando Cuneo fu "Città sostenibile delle bambine e dei bambini". Nel 2008 ancora un premio come "Città amica delle famiglie", che si concretizzò in un premio di 30mila euro ritirato a Roma direttamente dalle mani di Romano Prodi. Nel 2007 un premio a Bologna per la capacità di rimozione delle barriere architettoniche. Soddisfazione piena, dunque, per l'assessore alle Politiche Sociali Erio Ambrosino che, con il suo staff, su indicazione dell'Unione Italiana Ciechi, ha partecipato al bando per la "Città accessibile" classificandosi nelle prime posizioni e arrivando, quindi, alla finalissima di Bruxelles. Dove, però, l'Italia non è stata nemmeno presa in considerazione. "In Europa siamo indietro anni luce nelle politiche a favore dei disabili e nella progettazione di città daccero accessibili - ha detto senza troppi giri di parole l'assessore Ambrosino. - Nessuna città italiana, purtroppo, può competere a livello europeo. Ci resta la consolazione del riconoscimento ottenuto qui, ma fuori dai confini nazionali, in particolare per questi aspetti, non siamo competitivi. Siamo decisamente indietro, purtroppo. E questo, nonostante fino ad ora abbiamo avuto le risorse per fare bene. Adesso che queste non ci sono più sarà ancora peggio. Per me, questa, è una grande afflizione".  

 

Barbara Simonelli

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