Si chiamano Milka, Milka2, Portobello, Lady Hawke, Targopoli per citarne solo alcune. Sono le principali operazioni di repressione condotte su vari fronti dal Comando provinciale di Cuneo del Corpo Forestale dello Stato. 150 notizie di reato, tra i maggiori soprattutto problemi legati all’inquinamento, ma anche interventi per la repressione del reato di maltrattamento di animali, con il coinvolgimento di altri attori come l’Asl CN1 principalmente e la Provincia di Cuneo. “In passato - spiega il comandante provinciale del Corpo Forestale Paolo Salsotto - si assisteva soprattutto a maltrattamenti di singoli animali, trovarci di fronte ad un caso eclatante come quello di Benevagienna ci ha costretti a mettere in piedi una collaborazione che poi è diventata fruttuosa con l’Asl CN1 e la Provincia e ad evidenziare le criticità che abbiamo potuto evitare in successive collaborazioni”. Come a Mondovì, nel corso del mese di novembre, quando sono stati trovati 34 bovini morti in una stalla. “In questo caso la collaborazione nostra con la Forestale - spiega Guido Brizio, che dirige la struttura che si occupa di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche dell’Asl CN1e segue da anni con attenzione la questione del benessere animale - è stata molto proficua e siamo riusciti a ristabilire in un paio di settimane una situazione di vivibilità per gli altri capi ricoverati nella stalla. Il problema, spesso, sono gli spazi precari, con la conseguenza di eccesso di esalazioni di ammoniaca e lesioni che gli animali si possono procurare negli scontri”.
In altri sopralluoghi casuali sono state riscontrate lettiere non idonee, vitelli sotto età legati e non identificati, detenzione dei casi a catena fissa e corta, irregolarità nella registrazione dei farmaci. Durante gli interventi emergono spesso problemi sociali, che coinvolgono la famiglia dei proprietari, spesso anziani. Beppe Lauria, assessore provinciale ai Servizi sociali: “Abbiamo incentivato il dialogo tra le Istituzioni. Coinvolgendo gli enti gestori del socio-assistenziale, le Comunità Montane, la Provincia, le Asl, il Corpo forestale dello Stato, riusciamo, partendo dalle segnalazioni di maltrattamento di animali, e con l’impegno di prevenire i reati connessi, di venire a conoscenza di contesti di grave disagio sociale e familiare. L’accordo richiede di essere ancora perfezionato nel suo meccanismo".
Nel corso del 2010 il Corpo forestale ha conseguito altri importanti risultati. Ne riferisce Chiara Arnaudo, responsabile del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato: “Nell’operazione battezzata Portobello, ad esempio, abbiamo collaborato con alcune Procure e l’intervento ha condotto a 4 arresti, una denuncia a piede libero e il sequestro di 272 pappagalli che possono avere un valore ciascun odi oltre mille euro. Da ricordare anche il sequestro, in un supermercato di Caraglio, di oltre 100 lotti di prodotti scaduti da tempo, anche anni in qualche caso, ed esposti in vendita; o le 351 coppie di targhe sequestrate a Carrù, con traffico illecito internazionale di veicoli e riciclaggio".





