Il fotovoltaico, si sa, va di moda. Soprattutto perché rende. E non importa che sia anti estetico e che i pannelli vengano piazzati dove dovrebbero sorgere piantagioni di qualsivoglia prodotto naturale. Il fotovoltaico è un business e fa guadagnare più del lavoro agricolo. I primi impianti si erano visti sui tetti delle abitazioni nei centri metropolitani, ma ormai sono arrivati anche nelle campagne. Nel vero senso della parola.
In alcune zone del Monregalese, sono già diverse le famiglie che hanno fatto installare gli impianti fotovoltaici sopra le loro teste. Ora, però, si iniziano e vedere anche sui terreni. Un fatto che non è più una novità in Piemonte, che nell’ultimo anno ha scatenato non poche polemiche.
Uno degli ultimi installati nella nostra provincia lo si può ammirare a Lesegno, in regione Prata. Sorge su un'area che prima era agricola ed è composto da 4347 pannelli, che in totale sprigionano una potenza di 999,81 kWp. Il luogo, dicono gli esperti, è adatto allo scopo dell’impianto, in quanto il campo è semipianeggiante e orientato a sud. I pannelli sono a celle di silicio multi cristalline, di ultima generazione e ad alta resa, montati su strutture in acciaio zincato.
A quanto pare, sempre secondo quanto spiegano gli addetti ai lavori, il fatto che non siano stati operati scavi di grandi dimensioni e che non sia stato utilizzato il calcestruzzo nella costruzione dei pali di ancoraggio, diminuisce sensibilmente l’impatto ambientale e permette al terreno un rapido ritorno alle condizioni originali una volta terminato il suo sfruttamento come piattaforma per i pannelli fotovoltaici. È comunque risaputo che di impianti ne esistono di diversi tipi e in alcuni casi non è chiaro se la cosa rappresenti solo un problema di estetica o anche un disagio per la salute dell’ambiente. Ciò che è certo, è che la resa in denaro non è indifferente.




