Egregio direttore
sono amareggiato che anche per le Foibe si ripeta quanto è accaduto con la Schoà in passato. La memoria non è una partita di calcio, la storia non si fa con il tifo ma con la lettura dei fatti ed il rispetto per l'identità delle vittime. Non la si strumentalizza a piacere e non la si relega a serie A e serie B, serve buon senso, conoscenza. La politica, e mi riferisco a tutti i colori, non può entrare ogni volta prepotentemente nella storia. Chi si occupa di altro o svolge altri mestieri e non ha conoscenza ed impegno per la storia eviti di entrarci, ne stia al di fuori.
Non basta ricoprire una carica pubblica per sentirsi autorizzati a parlare di memoria e storia. Ad ognuno il suo mestiere anche perchè così si è messo, anche questa volta, in disparte il lavoro che su questo tema ha svolto l'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea.
Avvocato Alessio Ghisolfi





