Torna a soffiare forte il vento dei sospetti sul cielo di una Comunità montana che – a 14 mesi dal suo insediamento – ancora non ha un “nome Proprio” e continua a chiamarsi Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita. Nei giorni scorsi, infatti, Alberto Anello - capogruppo dell’opposizione di “Unità e rinnovamento nelle Valli del Viso” – ha inviato al presidente dell’Ente Aldo Perotti una nuova interrogazione.
Si tratta di cinque domande, di cinque “cose” che Anello chiede di sapere.
1. Se sono presenti dipendenti e/o funzionari e/o dirigenti della Comunità montana in servizio presso altri enti pubblici o società private con incarichi amministrativi e/o direttivi.
2. Nel caso in cui vi siano se sono state concesse all’ interessato autorizzazioni per espletare tali incarichi o altri, in quale data e con quali scadenze.
3. Quante ore lavorative settimanali vengo sottratte alla Comunità montana a favore di altri Enti o società private.
4. Quanto incassa la Comunità montana dal condividere personale con altri Enti o società private.
5. Se è legale che un dipendente di Comunità montana possa svolgere servizio contemporaneo presso Aziende private o altri enti pubblici percependo compensi e/o indennità varie direttamente.
Cinque domande cui la minoranza è convinta di possedere già le risposte, dal momento che all’interrogazione Anello & Soci hanno allegato una copia della Carta dei Servizi della Casa di riposo “Villa dei Tigli” di Cavour comprensiva di un organigramma della struttura in cui il dottor Mauro Astesano – il vero ed unico bersaglio dell’interpellanza - figura come “direttore di struttura” con al fianco i suo presidente di ieri, quel Silvano Dovetta che nello stesso organigramma figura come “vice direttore delegato” e la sua compagna Claudia Abburà, “referente della Cooperativa Azzurra”.
La Legge, aldilà del consueto dedalo di interpretazioni e di eccezioni, in merito sostiene che chi lavora alle dipendenze dell’Ente pubblico “non può esercitare alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in Società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all'uopo intervenuta l'autorizzazione del Ministro competente”. Poche ore dopo il deposito agli atti dell’interrogazione, però, il colpo di scena.
Sul sito della splendida struttura assistenziale all’ombra della celeberrima Rocca (la cui home page è stata nel frattempo interessata da un profondo restyling), l’organigramma incriminato prima scompare del tutto, poi ricompare ma senza più il nome del dottor Astesano. Al suo posto, nel ruolo di “direttore di struttura” c’è ora Silvano Dovetta. Come dire: Astesano da noi non è mai esistito e se esistito la colpa è di qualche burlone di hacker che si è divertito ad inserirlo – a sua insaputa - nell’organigramma della struttura…
Ecco allora che Alberto Anello sente puzza di bruciato ed invia un’ulteriore integrazione all’interpellanza ed invita il presidente Perotti a muovere 3 passi che l’uomo forte della Lega ritiene fondamentali per la soluzione del caso:
1. Inviare apposita comunicazione formale alla “Villa dei tigli s.r.l.” responsabile della struttura richiedendo se l'organigramma agli atti corrisponda al vero.
2. Inviare richiesta alla sopracitata “Villa dei Tigli” per conoscere se dipendenti e/o funzionari e/o dirigenti della Comunità montana abbiano mai assunto ruoli direttivi e amministrativi nella struttura.
3. Inviare la nota anche contestualmente all'Asl e al Consorzio Socio Assistenziale di competenza, in quanto le strutture assistenziali debbono trasmettere periodicamente a questi Enti pubblici sia la Carta dei Servizi che il relativo organigramma gestionale. Insomma, una gran bella grana per l’Ente montano del Monviso che, dopo un periodo di paralisi quasi totale che dura dal luglio dello scorso anno, sembrava aver ritrovato quel briciolo di compattezza tale da permetterle di espletare almeno l’ordinaria amministrazione.
Di certo non proprio il “benvenuto!” che Silvano Dovetta attendeva per il suo ormai imminente rientro a pieno titolo nel Consiglio dell’Ente. Anche perché Anello non è disposto a fare sconti, e lo dice a chiare lettere: “Se pensano di sottovalutare la gravità di quanto denunciamo o di fare finta che nulla sia successo, siamo pronti a tutelare la democrazia e l’etica istituzionale nelle opportune sedi”.





