Egregio Direttore
Sfogliando la rassegna stampa nazionale on line del mattino, non posso fare a meno di sostenere il mio occhio, per evitare che cada del tutto su un articolo del Corriere della Sera, che a sua volta riprende un’intervista di Famiglia Cristiana. http://www.corriere.it/politica/11_marzo_01/prodi-gente-torna_82d3c5e0-4423-11e0-b1c1-dd3fc08b55ae.shtml
Oggetto dell’interesse del cronista è quel “satanasso” di Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio, momentaneamente ai margini della vita politica per sopraggiunti limiti d’età (lui), l’ultimo politico italiano di una certe decenza che, storia recente alla mano, abbia combinato qualcosa in Europa per l’Italia, prendendosi soprattutto tutte le sue responsabilità sia da Presidente della Commissione Europea, sia da Presidente del Consiglio.
Non essendo possibile alcun paragone con l’attuale presidenza del Consiglio, momentaneamente impegnata a sostenere i propri bunga bunga, non solo a 90 ma anche a 360 gradi, mi soffermo sull’attenzione che il Prodi rimedia tra la gente, che lo ferma per strada chiedendogli di tornare ad una vita politica attiva. Non posso che sorridere pensando alle parole lette ieri su questa testata a firma di Giovanna Peano di Boves, sicuramente portavoce di un malcontento generale, da lei però sfogato in toto su Prodi.
Stia tranquilla signora, nonostante la sua sicumera esistono altri italiani che, usufruendo di un punto di vista differente da quello che si può avere da Boves, gradirebbero il ritorno di Prodi sulla scena politica. Sono archeologi riesuma tori di mummie? Sono eterni sognatori affezionati ad un anziano signore bolognese? Chi lo sa, non è questa la sede per decidere “obtorto collo” se sia meglio Prodi o Berlusconi, magari sull’onda dell’emozione dei cori da stadio propalatici quotidianamente dai talk show politici; è questa invece la sede per far risaltare quella che, secondo me, è solo spocchia cuneese, caratteristica atipica nella Granda fino a qualche anno fa, oggi casualmente in auge da quando le porte della Provincia sono state spalancate ai “liberatori” provenienti da oriente che, aperti commercialmente a Romania e Cina (tanto per citare i primi due stati che mi vengono in mente), concionano ripetutamente contro questo o quello, salvo poi combinare affare in nome di “San Fatturato” con quello e questo.
Si rilassi signora, non è colpa di Prodi e della sua “cricca” se la vita di ognuno è diversa da come ce la si aspettava; io a differenza sua non saprei bene cosa proporre, poiché il Berlusconi in Libia pare ci sia già stato e anche volentieri; ritengo tuttavia che tutti quanti necessitiamo di una maggiore obiettività, a maggior ragione noi cuneesi che nell’operosità, nell’accoglienza e soprattutto nella concretezza abbiamo costruito la nostra storia, le nostre radici e la nostra identità.
Cordialmente
Filippo Cervella





