Eventi - 08 marzo 2011, 18:00

Incontro a Dogliani con Don Renato Chiera, fondatore della Casa do Menor in Brasile

Giovedì 10 marzo alle 21 presenterà il libro “Presenza - Educare alle frontiere dell'esclusione”

Incontro a Dogliani con Don Renato Chiera, fondatore della Casa do Menor in Brasile

Giovedì 10 marzo alle 21 a Dogliani, presso la Biblioteca Civica “L. Einaudi”, Don Renato Chiera, di ritorno dal Brasile, incontrerà i lettori per presentare il suo nuovo libro "Presenza - Educare alle frontiere dell'esclusione". L’opera descrive il fenomeno delle bande armate minorenni presente in alcune zone del Brasile, provocato dagli squilibri economico-sociali a livello internazionale i quali fanno cadere intere regioni e parte della popolazione in situazioni di estrema miseria materiale e spirituale. Bambini e adolescenti vittime della droga, del narcotraffico, della prostituzione e della violenza nella Baixata Fluminense ed in molte altre zone del Brasile fanno parte della vasta esperienza di Padre Renato Chiera e della Casa do Menor. Dalla consapevolezza che il dramma vissuto dai bambini sia il frutto di “assenze” dello Stato, della società, della famiglia, di opportunità di futuro, nasce la proposta di Padre Chiera per una “Pedagogia Presenza”: essere presenti e vicini ai bambini ed ai ragazzi esclusi per restituire loro la capacità di sentirsi amati e di mare.

Il libro si propone come un momento di riflessione e come una proposta di un progetto educativo rivolto non soltanto ai meninos de rua brasiliani ma anche al cuore della vecchia Europa al fine di stimolare la revisione del ruolo dello Stato, della società e delle associazioni in questo ambito tanto delicato. Un libro quindi dedicato a chi opera nel sociale e nella cooperazione, agli educatori e alle famiglie, in qualsiasi parte del mondo.

Renato Chiera è nato a Villanova Mondovì nel 1942, cresciuto in una famiglia numerosa di contadini, fin da bambino si distingue per la sua generosità e la dedizione al suo prossimo. Dopo le elementari vorrebbe entrare in seminario, non sa come dirlo ai genitori, perde quasi 2 anni, teme di creare disagi nella numerosa famiglia, ha 3 fratelli e 4 sorelle, la notizia è accolta dalla famiglia come una benedizione e tutti sono disposti ad aiutarlo. In seminario si distingue per impegno, raggiunge ottimi risultati, nel 1967 è ordinato prete ed inviato dal Vescovo, con la qualifica di curato, in alcune parrocchie. In questo periodo frequenta anche l’Università Cattolica di Milano dove si laurea in filosofia e vince la cattedra al liceo classico di Mondovì.

Fa una esperienza comunitaria con sacerdoti di tutto il mondo a Grottaferrata, qui conosce preti brasiliani e si fa amico. Ottiene dal Vescovo il permesso di andare in Brasile dove la Diocesi di Mondovì aiuta in un’area molto povera e violenta della periferia di Rio. Lascia i libri e la filosofia in soffitta e vola in Brasile a Nova Iguaçu – Miguel Couto. Nella Baixada viene subito a contatto con la dura realtà locale, si trova in una delle zone più violente e povere del mondo, deve subito scegliere: fare il “prete becchino” o ribellarsi e cercare di salvare i poveri dagli squadroni della morte. Decide di schierarsi a difesa dei deboli e degli oppressi soprattutto di bambini, ha dei grossi problemi, gli sparano e lo investono più volte simulando incidenti, di notte è braccato si nasconde per non essere ucciso. Fonda la Casa do Menor incomincia a raccogliere bambini, solo i casi disperati, non ha posto non ha soldi i bambini gli rubano quel poco...il “contadino” non si scoraggia, con l’aiuto degli europei, costruisce 22 chiese comunitarie e inizia in un garage la Casa do menor... oggi il progetto “Casa do menor” conta oltre 1.700 tra bambini e collaboratori con asili, scuole, officine professionalizzanti, case famiglia, case di passaggio, aziende agricole ecc., collabora con l’Università locale, con il Tribunale dei minori, con i Consigli di difesa dei ragazzi ed altri che si occupano di infanzia abbandonata. La sua opera è sostenuta da benefattori di tutte le province italiane e da alcune parrocchie svizzere, tedesche, francesi, olandesi, belghe, inglesi, ecc. Si è creata una grande rete di solidarietà nazionale ed internazionale. È autore di "Meninos de rua. Nelle favelas contro gli squadroni della morte" (Casale Monferrato 1994) e "In strada per i meninos de rua. I bambini non sono problema, ma soluzione" (Fossano 2007).

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU