“L’ordinanza vieta la somministrazione di cibo ai piccioni, ma a farne le spese è stata, per ben due volte, un’anziana pensionata del luogo che invece fa la gattara, figura prevista dalla legge vigente”. Così la Lida (Lega Italiana dei Diritti degli Animali) di Garessio, Ormea, Carrù Mondovì e Ceva, che punta il dito contro la regolamentazione che a Ormea disciplina la gestione del colombo e delle colonie feline in città prendendo spunto da una multa inflitta a una gattara pochi giorni fa.
“La signora – spiegano - è stata multata alle 8 di sera mentre portava cibo ai gatti, come risulta peraltro dal verbale della contestazione dove sta scritto “dava da mangiare ai gatti”. Il cibo, regolarmente acquistato in negozio, è stato considerato “rifiuto alimentare”. Inutile aggiungere che l’accaduto ha provocato notevole stress alla gattara che per passione si dedica a questa attività traendone beneficio psicologico. Accudire colonie feline è un diritto sancito dalla legge 281/91 e da quella regionale n. 34 e ostacolarne il nutrimento rientra fra le ipotesi di maltrattamento disciplinate dal Codice penale”.
L’accertamento dell’applicazione o meno della normativa comunale spetta alle sedi competenti qualora la multa venga impugnata nei termini di legge. Intanto, la Lida ha presentato un esposto in Procura e Prefettura. E in merito all’ordinanza in questione aggiunge: “si tratta di un atto che disattende quanto previsto dalla Legge 281/91 in materia di tutela animali, nella fattispecie colonie feline randagie. Inoltre vieta di recarsi con il cane nei parchi, giardini, aiuole e luoghi simili pubblici e privati assoggettati ad uso pubblico. Ma a Ormea dove si può passeggiare con il proprio cane? Non sarebbe più semplice prevedere un’area di sguinzagliamento come in altri paesi più evoluti?”
Replica l’assessore comunale Simona Sappa: “Senza entrare nel merito della vicenda, poiché a ciò sono deputate altre sedi, sottolineo che nessuna sanzione è stata elevata per la somministrazione di cibo ai gatti, ma per la dispersione di alimenti in luogo pubblico”. E aggiunge: “L’ordinanza a cui fa riferimento la Lida, in esecuzione del regolamento comunale di igiene pubblica, non disattende alcun precetto normativo, ma vieta la somministrazione di cibo ai colombi, la dispersione e l’abbandono di residui alimentari sul suolo pubblico. Il Comune, con il proprio regolamento adottato in sintonia a quanto previsto dalle linee guida regionali per la gestione del colombo di città e a salvaguardia della salute, dell’igiene e del decoro architettonico, delinea comportamenti sanzionabili che, nella realtà della città ormeese, vengono attuati in luoghi quali parchi cittadini frequentati preferibilmente e abitualmente dai bambini costretti a dividere i loro spazi con guano e residui alimentari”.





