Eventi - 11 marzo 2011, 12:15

La sezione Lions di Mondovì ha celebrato il compleanno dell’Italia

Italianità, Storia ed enogastronomia per spegnere le 150 candeline dell'unità del Paese

Il professore Mola, il senatore Fassino e gli altri relatori al tavolo (© targatocn.it)

Il professore Mola, il senatore Fassino e gli altri relatori al tavolo (© targatocn.it)

L’apertura è quella solenne delle grandi occasioni. Tutta la sala in piedi per ascoltare le parole di Mameli nella sua interezza sulle note di Michele Novaro. Nella serata di giovedì 1° marzo, presso la sala conferenze dell’Istituto Alberghiero G. Giolitti, i Lions della sezione Mondovì- monregalese, hanno voluto rendere omaggio al compleanno della nostra Italia. Erano presenti in sala tutte le sezioni Lions della zona insieme alle autorità civili e militari. Il convegno è iniziato con l’intervento di saluto del Lion Gianni Carbone, che ha introdotto gli ospiti, cedendo poi la parola al governatore Carlo Calenda, all’organizzatore della serata Raffaele Sasso e al sindaco di Mondovì Stefano Viglione, i quali hanno rimarcato l’importanza dell’anniversario e l’enorme dispiego di energie per la celebrazione. Dopo i saluti, sono intervenuti gli illustri relatori.

Si è partiti con il Senatore Giuseppe Fassino, che ha militato per molti anni nel Partito Liberale, e che ha parlato dell’importanza che l’Italia ha rivestito nel panorama internazionale, da “mera espressione geografica”, espressione cara al Metternich, a “sesta potenza economica del Mondo”, come ha ricordato il Senatore. “Il tricolore – ha poi proseguito Fassino - era il vessillo di una piccola casata, oggi svetta in tutto il Mondo accompagnando i nostri successi sportivi, e che accompagna le nostre forze armate nel mondo, dove si impegnano a portare la pace. Da 150 anni la nostra Nazione è uno Stato libero e autonomo. Ci si chiede spesso se il 17 marzo 1861 sia frutto di un’ élite che ha deciso le sorti di un Paese, o se è frutto di un movimento di popolo, che dal basso ha portato ad un’unificazione. Le risposte le lasciamo agli storici. Noi dobbiamo ricordare Dante, Tasso, Giordano Bruno quegli italiani senza Italia, che hanno portato la nostra lingua nel Mondo, ancor prima che un’Italia unita esistesse. E in questi giorni in cui si celebra un sogno che si avverò 150 anni fa, il modo migliore, al di là della retorica, per festeggiare, è il rientro silenzioso ad una politica di rispetto, che non litiga, che discuta animatamente, ma si rispetti, quell’ambiente che rimpianse Luigi Einaudi al momento della sua elezione a Presidente della Repubblica”. Al termine dell’intervento del Senatore Fassino è stato proiettato un filmato, dove si mostravano le elezioni dei Presidenti che hanno segnato la Storia dell’Italia: da Einaudi a Giolitti, passando per Saragat, Cossiga, Scalfaro, Ciampi e Napolitano, in un continuum di Storia che ha ripercorso varie tappe di quella del nostro Paese.

La parola è successivamente andata al Professor Aldo Mola, medaglia d’oro alla cultura, che ha in qualche modo risposto alla domanda del Senatore. “Negli anni in cui percorrevo la strada da Cuneo a Mondovì, mi impressionava la storia che legava quel tragitto. Penso a quando, introno agli anni ’40, ci fu un incontro tra i sindaci di Mondovì e Cuneo con lo scambio delle bandiere cittadine, come segno di pacificazione per il fatto che Cuneo aveva sottratto a Mondovì, il titolo di città di riferimento, a suggellare il senso di unità. Unità che viene da lontano, molto prima del 1861, quando con le patenti del re Vittorio Emanuele si garantiva la libertà di stampa e la elettività dei consigli. Questo livello d’indipendenza ha garantito in quel periodo il circolare di notizie e di idee, che hanno portato in futuro ad imbracciare i fucili . Questa è un’occasione per una riflessione di lunghissimo periodo. L’Italia ha 150 anni di Storia come nazione ma 3000 anni di civiltà, dai Romani sino ad oggi”.

Dopo l’intervento del Professore, una piacevole sorpresa nella Sala, i bambini partecipanti allo Zecchino Moro, accompagnati da Roby Bella, hanno cantato l’Inno d’Italia e un canto di carnevale in piemontese, “Ciao Pais”. Per la loro partecipazione il governatore Calenda ha consegnato a tutti i bambini una bandiera italiana da esporre ai propri balconi. La serata si è poi conclusa con l’intervento di Elma Schema e Adriano Ravera, pubblicisti e autori di un testo sull’eno-gastronomia ai tempi del Risorgimento. I due  hanno illustrato alcune curiosità, documentate storicamente sul cibo e il servizio durante le occasioni speciali e non che hanno portato all’unità d’Italia. Gli ospiti sono poi stati omaggiati di una cena preparata dagli allievi dell’Alberghiero, a conclusione della serata.

Simone Floccari

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