Un’Unità d’Italia raccontata dai giovani, attraverso il loro linguaggio e la loro musica, senza tralasciare le tappe fondamentali della storia e i principi cardine disciplinati dalla Carta costituzionale. A Garessio, in questa settimana, lo spazio per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia se l’è preso tutto l’Istituto scolastico comprensivo. Una settimana ricca di appuntamenti che ha visto protagonisti gli alunni di Elementari e Medie impegnati in spettacoli replicati in più occasioni alla Casa dell’Amicizia e culminati, stamattina, nella sfilata storico musicale per le vie della città.
Innumerevoli bandierine tricolori, cappellini, bandane e magliette bianche, rosse e verdi han colorato le vie da piazza Marconi sino in piazza del Municipio. Diverse le tappe in cui gli studenti han sostato per proporre i punti salienti del loro spettacolo. Immancabile il momento dell’alzabandiera, con sindaco e forze dell’ordine.
Emozionanti: l’intonazione dell’inno di Mameli e la recita degli articoli della Costituzione dei Popoli dal balcone del palazzo municipale, conclusasi con il canto corale “Buonanotte all’Italia” di Ligabue. Un lavoro molto interessante e ben curato che ha visto alternarsi parti recitate ad altre cantate, frutto di approfondimenti in classe a partire dal periodo risorgimentale sino ai giorni nostri, con un occhio di riguardo ai principi di integrazione e unità fra i popoli.
“Una festa che rimarrà un importante ricordo per tutti voi – ha affermato il sindaco Renato Chinea rivolto agli studenti – Tra le manifestazioni organizzate in tutta la Provincia, questa è sicuramente tre quelle che hanno coinvolto maggiormente i giovani. Avete lavorato molto bene. Il mio grazie e quello dell’Amministrazione comunale va a tutti voi, ai vostri insegnanti e ai commercianti che hanno abbellito le vetrine dei negozi a tema con i disegni realizzati a Scuola dagli alunni”.
Il sindaco ha anche ricordato i personaggi garessini che ebbero un ruolo attivo nel Risorgimento, fra tutti: Pietro Alberto, caduto a Teano subito dopo l’incontro tra il re e Garibaldi, e Benedetto Rovella garibaldino che raccontò di aver spedito il famoso telegramma di Garibaldi “obbedisco” all’ordine di abbandonare il Trentino occupato, parola che successivamente divenne motto del Risorgimento italiano e simbolo della disciplina e dedizione di Garibaldi. Il materiale tricolore indossato dagli alunni è stato finanziato dall’Amministrazione comunale. Il prossimo appuntamento con le celebrazioni dell’Unità d’Italia a Garessio vedrà impegnata proprio l’Amministrazione comunale che sta ultimando i preparativi della rievocazione storica della visita dei principini di Casa Savoia prevista per il 24 luglio al palazzo comunale.




