Non ci sono più. Le ho cercate, ma non le ho proprio più trovate. Forse sono relegate nei retro dei negozi, ma in esposizione non ci sono più. Parlo delle cartoline. Anche per loro è finita un'era. Certo, nelle località più turistiche sopravvivono, ma qui da noi a Cuneo non ne ho più viste. Ci sono i biglietti con i pupazzi, graditi soprattutto dai ragazzini, che si scambiano per dirsi che si piacciono o che non si piacciono più, quelle per gli auguri di Natale o di Pasqua, che sopravvivono, anche se non si ancora per quanto, al souvenir tramite le cartoline virtuali di internet o con i messaggi via e-mail. Ma parrebbe che chi viene a visitare Cuneo non abbia più la necessità di farlo sapere, scrivendo una cartolina, a familiari e amici.
Città così poco interessante da non valer la pena di perdere tempo a mettersi a scrivere due righe per far partecipi gli altri che si è stati qui? Insomma, se a Venezia, per dire, le cartoline le vendono ancora, perché nella nostra città sono sparite? Credo che il boom di vendita delle cartoline ci sia stato quando questa era una città dove migliaia di ragazzi venivano per il servizio di leva. Allora non c'era internet né i telefoni cellulari, e si scriveva comunque moltissimo, per sentirsi più vicini alle famiglie, alla fidanzata. Magari anche qualche telefonata dalla cabina telefonica – categoria anch'essa in via di estinzione. Eppure custodite nei cassetti, legate con un nastrino o dentro qualche vecchia scatoletta, molti conservano ancora vecchie ingiallite cartoline a testimoniare la città che fu. Alcune erano dei veri must.
Come la cartolina con i due bambini sul cocuzzolo di una montagna, lui con i pantaloncini corti e il cappellino da alpino e camicetta a quadri che offriva i fiorellini a lei, e sullo sfondo quattro o cinque immagini rappresentative di Cuneo. Oppure la terribile “Cuneo by night”, uno scorcio di corso Nizza con alle spalle una desolata piazza Galimberti, un deserto tristissimo con DUE vecchie Fiat nere, che avrebbe dovuto, nelle intenzioni di non so bene chi, invogliare a passare qualche “allegra” serata in città. Ed ancora il Viale degli Angeli visto nelle varie fasi delle stagioni, da quella tutta fiorita che illustrava la primavera a quella sotto cumuli impressionati di neve per raffigurare quella invernale. Senza dimenticare il monumento alla Resistenza di Umberto Mastroianni, a rappresentare in cartolina una Cuneo all'avanguardia nei monumenti di arte moderna.
Ma forse le immagini più gettonate erano quelle, classica perché patriottica e poi anche perché sede di caserme, del monumento agli Alpini in corso Dante e dello Zoo – ora scomparso – con scorcio di Cuneo. Immagini, prima in bianco e nero, poi a colori, a volte esageratamente sgargianti, che oggi fanno tenerezza, simili un po' a quelle di tutte le altre città d'Italia, dove, ovvio, cambiava il contesto del monumento, ma l'atmosfera leggermente malinconica era sempre la stessa. Adesso chi viene a visitare Cuneo non va più a comprare la cartolina dal tabaccaio. Basta un telefono cellulare per farsi una bella foto magari con la statua di Barbaroux alle spalle e recapitarla in tempo reale.
Ma per i nostalgici, merita fare un giro su questo sito web www.gens.labo.net/it/card/ , miniera di cartoline d'epoca delle città italiane (sì, c'è anche Cuneo...) dalla fine dell'Ottocento alla metà del Novecento. Cartoline che, trovandoci nell'era di internet, ovviamente non si imbucano nelle cassette della posta. Ma avranno ancora lo stesso fascino, come quando si riceveva nella buca delle lettere la cartolina che tanto aspettavamo ?





