Sembrava, relativamente, sotto controllo la PSA, ovvero la malattia nota come batteriosi che sta mettendo in ginocchio la coltivazione delle piante di actinidia nella zona del saluzzese e non solo, invece si sta rivelando inarrestabile e devastante. Al momento, infatti, non esiste nessun rimedio o metodo di difesa per contrastare questo cancro, arrivato nella nostra zona da vivai infetti fuori regione. La Regione Piemonte ha, dunque, messo in atto alcune misure d’emergenza che prevedono l’estirpo o la capitozzatura delle piante malate. Il materiale derivante da queste operazioni dovrà essere distrutto tramite incenerimento o con interramento profondo in loco.
“E’ stata una misura necessaria per tutelare la coltivazione futura dell’actinidia – spiega l’assessore saluzzese Cinzia Aimone – Ed è necessario che le misure dettate dalla Regione Piemonte siano applicate sia alle colture professionali che dai piccoli appezzamenti condotti da soggetti non professionali”. Una grande preoccupazione, per la Regione, è che questi soggetti non professionali non si accorgano della malattia e quindi non provvedano a rispettare le nuove norme vigenti. Il Servizio Fitosanitario Regionale sta effettuando un controllo a tappeto su tutte le coltivazioni per verificare la messa in atto delle misure d’emergenza da parte dei coltivatori. In casa si trovassero delle inadempienze, da parte dei conduttori degli actinidieti, vi sarà la rimozione forzata anche in forma coatta.
“Vista l’importanza della coltivazione dell’actinidia nel saluzzese chiediamo la collaborazione di tutti per debellare la malattia – continua Cinzia Aimone – Se combattiamo tutti insieme questo “mostro” possiamo farcela. Chiediamo perciò, a chi possiede anche solo 1-2 piante di actinidia, di fare un esame visivo delle piante per verificare la presenza della PSA e procedere, se necessario all’estirpo o alla capitozzatura”.
La malattia è, comunque, facilmente riconoscibile da una emissione di essudato denso (“mieloso”) di colore bianco trasparente, che successivamente per processi ossidativi diviene rossastro, in corrispondenza delle gemme e dell’inserzione dei nuovi rami sulle branche più vecchie. Ma il frutto è affetto da qualche malattia? Oppure è sicuro? L’assessore Cinzia Aimone ci tiene a precisarlo: “Il frutto è assolutamente sicuro perché la batteriosi colpisce solamente la pianta. Nessun problema è presente nel kiwi quindi il consumo è assolutamente sicuro”.





