Attualità - 28 marzo 2011, 15:00

“Genitoriamoci”: come valorizzare le competenze educative della famiglia

Sabato 2 aprile a Cuneo, alle 15, si svolgerà il primo dei due incontri previsti

Paola e Fracesco Loffredo

Paola e Fracesco Loffredo

Sabato 2 aprile, dalle 15 alle 18, presso la Sala B del Centro incontri della Provincia a Cuneo (corso Dante), si svolgerà il primo dei due incontri di “Genitoriamoci. Valorizzare le competenze educative della famiglia”, iniziativa promossa dall’Abc (Associazione bambini cerebrolesi) Piemonte e dal Forum delle associazioni familiari della provincia di Cuneo, in collaborazione con Comune e Provincia di Cuneo, Cis e Csv. Il secondo appuntamento del mini-ciclo rivolto a genitori, insegnanti, educatori, operatori sanitari e amministratori locali, è previsto per sabato 9 aprile. Entrambi gli incontri sono condotti da Riziero Zucchi (laboratorio di Pedagogia speciale, corso di laurea in Scienze della formazione primaria, Università di Torino, sede di Savigliano) e la moglie Augusta Moletto (docente a contratto Sis Università di Torino, redazione rivista “Handicap & Scuola”). L’ingresso è libero.

È previsto un servizio di baby-parking per i più piccoli. Il programma dell’incontro prevede, dopo i saluti delle autorità, gli interventi di Riziero Zucchi (ore 15.30) e di Augusta Moletto (ore 16), rispettivamente sui principi scientifici e sugli strumenti della Metodologica della Pedagogia dei Genitori. Alle 16.30, invece sarà Federica Mattalia a trattare il tema “Realizzare un progetto di vita”. Alle 17, dopo una breve pausa, verrà dato spazio alle narrazioni dei genitori. L’incontro si concluderà alle 17.30 con un dibattito aperto ai partecipanti.

La famiglia è una componente essenziale e insostituibile dell’educazione – spiegano Paola e Francesco Loffredo, presidenti del Forum delle associazioni familiari della provincia di Cuneo -. Spesso, invece, alla famiglia viene attribuito un ruolo debole e passivo, che porta alla delega ai cosiddetti esperti, mentre in realtà la famiglia possiede una scienza (Pedagogia dei Genitori, ndr) e una competenza che devono essere riconosciute dalle altre agenzie educative. I genitori, infatti, sono per esperienza e vocazione formatori e esprimono le loro competenze educative attraverso la narrazione dell’itinerario di crescita dei figli. La loro dignità di educatori deve essere riconosciuta dagli esperti e dai professionisti che si occupano dell’uomo”.

La valorizzazione delle diversità è il punto di partenza – aggiunge Gianfranco  Mattalia di Abc Piemonte -. Il ‘lavoro’ fatto in famiglia col proprio figlio disabile ci ha permesso di mettere a punto una serie di buone pratiche che si sono poi rivelate estremamente efficaci anche nell'educazione degli altri figli, cosiddetti ‘sani’. Noi pensiamo quindi che la famiglia, soprattutto se sostenuta dalle istituzioni, abbia in sé tutte le caratteristiche per essere il principale attore nell'educazione dei giovani”.I l progetto di Pedagogia dei Genitori è stato approvato dalla Comunità europea per gli anni 2001/02, 2002/03, 2003/04, inserito nel Progetto di educazione permanente Socrates – Grundtvig 2. Scopo del Progetto è sottolineare la dignità dell’azione pedagogica dei genitori come esperti educativi, attraverso la realizzazione di iniziative mirate a promuovere la conoscenza, la diffusione e la valorizzazione della Pedagogia dei Genitori. (c.s.)

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