Dal 30 aprile prossimo si chiamerà “Comunità montana Valli del Monviso”, conterà al suo interno 29 Comuni, avrà una sede legale a Paesana ed una operativa a Frassino, un proprio gonfalone ed un proprio stemma, ma soprattutto una Giunta formata da un presidente e 6 assessori (contro i 4 attuali) e potrà sibillinamente dotarsi di un direttore e di un segretario i cui rapporti saranno ispirati ad autonomia e distinzione dei ruoli per evitare ogni forma di subordinazione gerarchica o funzionale tra le due figure.
Sarà una serata campale, quella che attende il Consiglio dell’attuale Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita, convocato per le 20 di giovedì 29 aprile prossimo. Perché tra i 12 punti all’ordine del giorno - oltre all’aggiornamento della composizione del Gruppi Consiliari, alla ricognizione sulle partecipazioni societarie, alle comunicazioni delle nomine in seno ai vari Ente a Istituzioni, all’approvazione di un Ordine del Giorno finalizzato a dichiarare l’area della CM “territorio declunearizzato” e tutelarlo da “insediamenti per la produzione di energia nucleare e lo stoccaggio di materia radioattivo” – ci saranno da discutere ed approvare anche il bilancio di previsione e, soprattutto, per la terza e definitiva volta, lo Statuto dell’Ente. Quello che stabilirà le regole future di vita, sempre che ci sia poi qualcuno che intenda rispettarle e farle rispettare queste regole. Argomenti forti, densi di aspetti che potrebbero dare corpo a tante spunti polemici.
Ma i veleni, i sospetti mai sopiti, i personalismi, le accuse al calor bianco potrebbero esplodere in tutta la loro virulenza dialettica quando – a fine seduta – il presidente Perotti prenderà la parola per dare l’attesa risposta alle 9 interpellanze presentate, talune delle quali - come si vedrà - addirittura oltre 10 mesi fa: una presentata da Livio Berardo e Alberto Anello il 2 luglio 2010, cinque a firma del solo Anello (22 giugno 2010, 21 settembre 2010, 7 febbraio 2011, 18 febbraio 2011, 6 marzo 2011) e tre fatte protocollare da Bernardino Matteodo (3 e 10 marzo 2011).
All’appello pare mancare soltanto l’interrogazione presentata ancora da Anello nei giorni scorsi tendente a fare chiarezza sulle procedure seguite per l’affidamento di alcuni incarichi esterni. Una serata che sarà il primo vero banco di prova della ricompattata maggioranza. Le voci della vigilia, più che di voci pronte a cantare fuori dal coro, parlano di alcune assenze, importanti ed emblematiche. Staremo a vedere.




